Abusi, Sr. Openibo: "Spezzare ogni cultura di silenzio e di segretezza"

La relazione di Sr. Veronica Openibo
Foto: Vatican Media
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“Al presente viviamo uno stato di crisi e di vergogna. Abbiamo gravemente offuscato la grazia della missione di Cristo. Dobbiamo riconoscere che sono la nostra mediocrità, ipocrisia e compiacenza ad averci condotto in questo luogo vergognoso e scandaloso in cui ci ritroviamo come Chiesa”. Lo ha detto  la nigeriana Suor Veronica Openibo - superiora generale della Società del Santo Bambino Gesù - nella prima relazione del terzo giorno di lavori del summit per la Protezione dei minori, alla presenza di Papa Francesco.

“Possiamo dire - ha osservato la religiosa - che la Chiesa ora sta adottando misure per arrestare la situazione, ma anche per essere più trasparente. La domanda oggi riguarda più il come affrontare la questione degli abusi sessuali sui minori in modo più diretto, trasparente e coraggioso come Chiesa. La struttura e i sistemi gerarchici nella Chiesa dovrebbero essere una benedizione per consentirci di raggiungere il mondo intero con meccanismi molto chiari per affrontare questa e tante altre questioni”.

Suor Veronica propone innanzi tutto la trasparenza: “non nascondiamo più simili fatti per paura di sbagliare. Troppo spesso vogliamo stare tranquilli finché la tempesta non si è placata! Quella tempesta non passerà”. Conseguentemente “è meglio avere delle conversazioni coraggiose piuttosto che non dire nulla per evitare di fare uno sbaglio”. “Dobbiamo costruire - ha aggiunto - processi più efficaci ed efficienti, basati sulla ricerca nello sviluppo umano come anche nel diritto civile e canonico, per la Tutela dei Minori. La Chiesa deve essere proattiva” nell’affrontare il problema degli abusi. Necessario poi non tenere contro della “scusa che si debba rispetto ad alcuni sacerdoti in virtù della loro età avanzata e della loro posizione gerarchica è inaccettabile”. Nello stesso tempo, i cattolici devono “promuovere una visione migliore della persona umana. Bisogna concentrarsi sul disservizio della società agli uomini in ogni cultura patriarcale nell’ambito della sessualità”.

Concludendo la religiosa nigeriano ricorda che “siamo chiamati a proclamare la buona novella ma dobbiamo essere buona novella per le persone che serviamo oggi. Lo spirito del Signore è sopra ognuno di noi qui” e dobbiamo proteggere “i bambini indifesi, cercando giustizia per le vittime di abuso e adottando misure per evitare il ripetersi di tali abusi; quanti hanno commesso abusi hanno bisogno di redenzione, conversione e trasformazione; coloro che non vedono i problemi o che si concentrano sul proteggere il nostro, o che tacciono o insabbiano, hanno bisogno di recuperare la vista”; dobbiamo prendere “le misure necessarie e mantenendo tolleranza zero riguardo agli abusi sessuali. Questo è il nostro anno di grazia, assumiamo con coraggio la responsabilità di essere davvero trasparenti e responsabili”.

“Spero e prego - ha concluso - che alla fine di questa conferenza sceglieremo deliberatamente di spezzare ogni cultura del silenzio e della segretezza tra noi, per fare entrare più luce nella nostra Chiesa. Riconosciamo la nostra vulnerabilità; siamo proattivi e non reattivi nell’affrontare le sfide che si pongono al mondo dei giovani e delle persone vulnerabili, e approfondiamo senza paura le altre questioni di abusi nella Chiesa e nella società”.

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