Assemblea CEI, le tre preoccupazioni di Papa Francesco

Papa Francesco all'Assemblea CEI
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Papa Francesco ha aperto questo pomeriggio nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, la 71/ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Al suo arrivo il Pontefice è stato accolto dal Cardinale Presidente Gualtiero Bassetti e dal Segretario Generale Monsignor Nunzio Galantino.

Ai Vescovi italiani il Papa - dopo l’indirizzo di saluto del Cardinale Bassetti - ha rivolto un discorso a braccio, prima del dibattito a porte chiuse.

“Oggi - ha esordito il Papa - è la giornata di Maria Madre della Chiesa, non siamo soli: Maria ci accompagna come Madre. Santa Madre Chiesa gerarchica, così diceva Sant’Ignazio. Maria ci aiuti a che la Chiesa sia madre e anche la nostra anima sia madre: le tre donne madri: Maria, la Chiesa e l’anima. Questo incontro è di dialogo e di riflessione. Condivido con voi tre preoccupazioni, non per bastonarvi eh. Potete criticare il Papa! Non è peccato. Mi preoccupa la crisi delle vocazioni, va in gioco la nostra paternità ed è una emorragia. E’ un frutto avvelenato della cultura del provvisorio, del denaro e del relativismo insieme agli scandali, alla testimonianza tiepida e all’inverno demografico. E’ triste vedere questa terra che entra in una sterilità vocazionale senza trovare rimedi efficaci. Propongo una più concreta condivisione fidei donum tra le diocesi italiane. La seconda preoccupazione: povertà evangelica e trasparenza. L’ho imparato come gesuita, la povertà è madre e muro della vita apostolica. La fa nascere e protegge. Chi crede non può parlare di povertà e vivere come un faraone, è una controtestimonianza. E’ scandaloso gestire i beni della Chiesa come se fossero personali. Per favore! Non fatevi manipolare. Dobbiamo gestire con esemplarità con regole chiare ciò per cui un giorno daremo conto. Sono consapevole e riconoscente che nella CEI si è fatto molto negli ultimi anni, ma ancora si deve fare di più. Terza preoccupazione è la riduzione e l’accorpamento delle diocesi. Non è facile. Credo che ci siano diocesi accorpabili. Ne ho già parlato nel 2013. Si tratta di esigenza pastorale, studiata più volte, già prima del 1929. Paolo VI nel 1964 parlò di eccessivo numero di diocesi. Anche la Congregazione per i Vescovi nel 2016  ha chiesto alle conferenze episcopali regionali di inviare i loro pareri. Un argomento trascinato troppo e da concludere al più presto. Si può fare qualcosa. Queste sono le mie preoccupazioni, sono spunti di riflessione”. 

“Lei è a casa sua - è stato il breve saluto del Cardinale Bassetti - soprattutto perché noi la sentiamo Padre, fratello, amico e quindi la sua presenza ci riempie di gioia. La ringrazio per il dono dei cardinali che Lei ha fatto ieri e in particolare dei nostri: Monsignor De Donatis, Monsignor Petrocchi e anche Monsignor Becciu".

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