Concistoro, ecco chi sono i nuovi Cardinali di Papa Francesco

I Cardinali di Santa Romana Chiesa
Foto: Jeffrey Bruno CNA
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Il Collegio Cardinalizio fotografa l’universalità della Chiesa Cattolica. E i nomi scelti da Papa Francesco per il suo terzo concistoro, fissato sabato prossimo, confermano l’essenza del Sacro Collegio.

E’ l’unico italiano elettore in lista ma la sua creazione a cardinale è un premio per la Siria. Monsignor Mario Zenari, 70 anni, infatti è Nunzio Apostolico a Damasco e con la porpora il Papa ha voluto manifestare un segno di affetto particolare nei confronti della “amata Siria”. Il curriculum diplomatico di Monsignor Zenari è costellato di impegno in zone “calde”: ha servito in Costa d’Avorio, Niger, Burkina Faso e Sri Lanka, tutti Paesi particolarmente instabili e alle prese con guerre civili.

Con i suoi 49 anni sarà il Cardinale più giovane di Santa Romana Chiesa: è Monsignor Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. La sua berretta rossa conclude idealmente il Giubileo: Papa Francesco infatti lo aveva iniziato aprendo la Porta Santa della Cattedrale di Bangui. Monsignor Nzapalainga da sempre è impegnato nel dialogo interreligioso con la locale comunità islamica.

71 anni, Monsignor Carlos Osoro Sierra è Arcivescovo di Madrid, succeduto al Cardinale Antonio Maria Rouco Varela. Tra le diocesi che ha guidato figurano Oviedo e Valencia. E’ stato designato Padre Sinodale nell’ultimo Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2015.

La porpora è arrivata anche al giovane Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana, Monsignor Sergio da Rocha, Arcivescovo di Brasilia. 57 anni, è specializzato in Teologia Morale, perfezionandosi alla Accademia Alfonsiana di Roma. Vescovo a 42 anni, ha partecipato all’ultimo Sinodo dei Vescovi. 

In ordine di lista Monsignor Blase J. Cupich, Arcivescovo di Chicago, è il primo cardinale statunitense del pontificato di Papa Francesco. 67 anni, ha studiato a Roma e si è specializzato in Teologia Sacramentale negli Stati Uniti. Vescovo dal 1998, è stato scelto da Papa Francesco come Padre Sinodale nel Sinodo sulla famiglia del 2015.

Viene da un Paese dove i cristiani non hanno vita facile: è Monsignor Patrick D’Rozario, Arcivescovo di Dacca, capitale del Bangladesh. E’ il primo porporato nella storia del suo paese. 73 anni, nel 1990 è stato nominato primo vescovo della Diocesi di Rajshahi. Come presidente della Conferenza Episcopale del Bangladesh ha partecipato al Sinodo del 2014. 

La sua diocesi non è storicamente cardinalizia, ma per Papa Francesco non è importante. Monsignor Baltazar Enrique Porras Cardozo è Arcivescovo di Mérida, in Venezuela. 72 anni, ha studiato teologia in Spagna. Vescovo dal 1983, a soli 41 anni, è stato Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana per due mandati in un periodo storico complicato per il Paese sudamericano.  Dal 1997 al 2011 è stato anche Primo Vicepresidente del CELAM.

Dopo aver saltato un turno con Monsignor Leonard, Bruxelles torna ad avere un Arcivescovo cardinale. Il Papa ha infatti assegnato la berretta rossa a Monsignor Jozef De Kesel, classe 1947. Laureato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana, è Vescovo dal 2002, stretto collaboratore dell’allora Arcivescovo di Bruxelles, Cardinale Daanells. Da quasi un anno è Presidente dei Vescovi Belgi.

Arriva dalle lontane Isole Mauritius Monsignor Maurice Piat, Vescovo di Port-Louis. 75 anni, ha studiato in Irlanda e successivamente a Roma.  Vescovo dal 1991, guida la Diocesi di Port-Louis dal 1993. Presidente della Conferenza Episcopale dell’Oceano Indiano per due mandati, è stato Padre Sinodale all’ultimo Sinodo dell’ottobre 2015.

Neofita della Curia, Monsignor Kevin Joseph Farrell è infatti  Prefetto del neonato Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Statunitense, ma irlandese di nascita, 69 anni, ha studiato prima in Spagna e poi a Roma. Ha lavorato in Messico ed è stato Amministratore Generale con la responsabilità per seminari e scuole dei Legionari di Cristo in Italia, Spagna ed Irlanda. Vescovo dal 2001, Papa Francesco lo ha chiamato a Roma l’estate scorsa alla guida del nuovo Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. 

Una vita nel CELAM, di cui è stato Presidente dal 2011 al 2015 quella di Monsignor Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo di Tlalnepantla in Messico. 66 anni ha studiato negli Stati Uniti, per poi specializzarsi in Sacra Scrittura e Teologia Biblica a Roma. Vescovo da 19 anni,  ha partecipato a entrambi i Sinodi sulla famiglia nel biennio 2014-15.

Presentandosi ai fedeli Papa Francesco si era definito vescovo arrivato dalla fine del mondo e altrettanto potrebbe dirsi di Monsignor John Ribat, Arcivescovo di Port Moresby nella Papua Nuova Guinea. 59 anni, Missionario del Sacro Cuore, ha studiato nelle Filippine. Vescovo all’età di 41 anni, attualmente è Presidente della Federazione delle Conferenze dei Vescovi Cattolici di Oceania .

Al momento della nomina a cardinale era Arcivescovo di Indianapolis e solo pochi giorni fa il Papa lo ha trasferito a Newark. Monsignor Joseph William Tobin, classe 1952, è un redentorista. Superiore Generale della Congregazione dal 1997 al 2009. Terminato l’incarico Papa Benedetto XVI lo ha chiamato in Curia come Segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica nel 2010, trasferendolo a Indianapolis due anni dopo.

Ha 84 anni e non è quindi elettore Monsignor Anthony Soter Fernandez, Arcivescovo Emerito di Kuala Lumpur in Malaysia. Di origine indiana, è vescovo da 39 anni. E’ il primo cardinale malese nella storia della Chiesa.

Tra i non elettori vi è anche l’italiano Renato Corti, Vescovo Emerito di Novara. 80 anni, ha scritto le meditazioni per la Via Crucis del Venerdi Santo nel 2015. Ordinato vescovo nel 1981. Per dieci anni è stato vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. 

Monsignor Sebastian Koto Khoarai, Vescovo Emerito di Mohale’s Hoek  è il primo cardinale nella storia del Lesotho. 87 anni, nominato vescovo nel 1977 ha guidato la sua diocesi fino al 2014.

Icona della chiesa martire albanese, Don Ernest Simoni ha raccontato le persecuzioni subite da lui e da tutta la Chiesa albanese durante il regime comunista direttamente a Papa Francesco nel corso del viaggio apostolico del Pontefice a Tirana nel settembre 2014. Classe 1928, non ha potuto  a causa delle persecuzioni entrare tra i francescani. Ha studiato teologia in clandestinità ed è stato ordinato presbitero nel 1956. Arrestato nel 1963 viene condannato ai lavori forzati. Nel 1975 viene condannato a morte ma la sentenza non viene eseguita. Lavora in miniera fino alla liberazione nel 1981.  Sacerdote clandestino e “nemico del popolo”, fino alla caduta del regime nel 1990.

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