Consiglio speciale per il Sinodo per l’Amazzonia, due membri indigeni

La Segreteria generale del Sinodo dei vescovi rende noto i nomi dei membri del Consiglio speciale

Una assemblea del Sinodo dei vescovi
Foto: ACI Group
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Ci sono anche due rappresentanti delle popolazioni indigene e una suora tra i membri del Consiglio Speciale per il Sinodo per la regione panamazzonica. Sono tutti di nomina papale. Mentre tra i membri eletti dal Sinodo spicca il Cardinale Claudio Hummes, che ne è stato relatore generale, e il Cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, che del Sinodo è stat presidente delegato.

Al termine dei Sinodi speciali, è prassi nominare un consiglio post-sinodale che valuti l’attuazione delle conclusioni dell’assemblea. Quello che fa seguito al Sinodo speciale per la Regione Panamazzonica è costituito da 16 membri, 13 eletti direttamente dall’assemblea e tre di nomina papale.

Spicca, tra i quattro nominati da Papa Francesco, la presenza di rappresentanti della popolazione indigena: Patricia Gualinga, leader indigena della difesa dei diritti umani delle comunità Kichwa di Saravaku (Ecuador); e Delio Siticonatzi Camaiteri, membro del popolo Ashaninca, gruppo etnico amazzonico del Perù. C’è anche una suora, Laura Vicuña Pereira Manso, che è agente di pastorale presso il popolo di Karipuna.

I membri eletti dal Sinodo rispecchiano un po’ il dibattito e il peso dei partecipanti all’assemblea. Detto del Cardinale Claudio Hummes, che è presidente della REPAM, c’è anche il Cardinale Barreto, che come il cardinale Hummes era già nel gruppo di lavoro che ha preparato il sinodo e ne ha scelto il tema: gesuita, vicepresidente della REPAM e della Conferenza Episcopale Peruviana. La sua diocesi di Huancayo è molto attiva nell’impegno per i più deboli e per la preservazione dell’ambiente.

Dal Brasile vengono l’arcivescovo Alberto Taivera Correa di Belem do Parà, l’arcivescovo Roque Paloschi di Porto Velho, e l’arcivescovo Erwin Krautler, austriaco di origine, prelato emerito di Xingu, Brasile. Quest’ultimo è stato uno dei motori ideologici del sinodo, favorevole a viri probati e a donne sacerdote.

Il vescovo Emmanuel Lafont viene dalla Guyana Francese, e rappresenta i territori ex coloniali. Dalla Bolivia vengono il vescovo Ricardo Ernesto Centellas Guzman, vescovo di Potosi e presidente della Conferenza Episcopale Boliviana, così come il vescovo Eugenio Cottier, vicario apostolico di Pando.

L’Ecuador è rappresentato da Rafael Cob Garcia, vicario apostolico di Puyo. La Colombia è invece rappresentata dal vescovo Joselito Carreno Quinonez, vicario apostolico di Entrida, e dal vescovo Joaquin Humberto Pinzon Guiza, vicario apostolico di Puerto Leguizamo-Solano.

Entra nel Consiglio post sinodale anche il vescovo David Martinez de Aguirre Guinea, vicario apostolico di Puerto Maldonado, diocesi amazzonica visitata da Papa Francesco durante il suo viaggio in Perù del gennaio 2018, che del Sinodo è stato segretario. Il Venezuela è rappresentato invece dal vescovo Jonny Eduardo Reyes Sequera, vicario apostolico di Puerto Ayacucho.

Saranno loro a dover valutare come portare avanti il processo post-sinodale, che ha anche la proposta di un osservatorio sulla Amazzonia da include nel dicastero per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale. In attesa dell’esortazione post-sinodale di Papa Francesco.

 

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