Crisi in Bielorussia, tre sacerdoti arrestati. Kondrusiewicz: “Consacriamoci a Maria”

Due sacerdoti in attesa di processo, uno condannato. È una situazione difficile per i cattolici. E l'arcivescovo in esilio chiede a tutti di consacrare la Bielorussia al Cuore Immacolato di Maria

Padre Zhuk e Padre Varanko, i due sacerdoti bielorussi recentemente arrestati
Foto: Catholic.by
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Sono tre in tutto i sacerdoti arrestati nell’ultima settimana in Bielorussia, tutti attaccati per aver criticato il governo o anche indirettamente aver appoggiato le proteste, che continuano ininterrotte da quando, ad agosto, le elezioni avrebbero dato la vittoria al presidente uscente Aleksandr Lukashenko. Si tratta di una crisi senza precedenti, cui l’arcivescovo di Minsk Tadeusz Kondrusiewicz, in esilio dal 31 agosto perché il suo passaporto è stato considerato non valido per rientrare nel Paese, risponde chiedendo al Paese di consacrarsi alla Madonna.

In un messaggio inviato l’8 dicembre, ha chiesto a tutti i sacerdoti di leggere, alla fine della Messa, l’Atto di Consacrazione della Bielorussia al cuore Immacolato di Maria, ricordando l’antica espressione Ad Jesum per Mariam, “Verso Gesù attraverso Maria”.

In una intervista alla KAI, l’arcivescovo Kondrusiewicz ha sottolineato che la Chiesa in Polonia è stata tra le prime a tendere la mano ai Paesi dell’Est europa dopo la caduta del muro, inviando sacerdoti e consacrati e aprendo opportunità che erano inesistenti. Ora, sottolinea l’arcivescovo, “la grande sfida è costruire nuove chiese nelle grandi città, come Minsk, Grodno, Brest o Mogilev. Lì abbiamo vaste aree con un alto numero di cattolici che non hanno i propri santuari. Se non c'è una chiesa, i fedeli diventano anonimi, il normale lavoro pastorale, la vita sacramentale, la cura dei bambini e dei giovani non possono essere svolti ”. Parole che rappresentano una risposta indiretta alle affermazioni di Lukashenko, che chiede una Chiesa cattolica sempre più nazionalizzata.

Altre sfide, per l’arcivescovo di Minsk, sono la formazione dei laici, lo sviluppo di una produzione scientifico teologica, l’importanza dei media cattolici, perché “non riesco a immaginare l'evangelizzazione oggi senza i media. Sono insolitamente utili anche nella catechesi. Non ci sono lezioni di religione nelle scuole in Bielorussia. La catechesi si svolge all'interno delle cosiddette ‘scuole domenicali’. Sfortunatamente, a causa della pandemia di coronavirus, non possono funzionare, quindi abbiamo trasferito la catechesi su Internet il prima possibile e funziona bene ".

L’arcivescovo Kondrusiewicz il prossimo mese compirà 75 anni. Sebbene la Santa Sede abbia fatto tutto il possibile per farlo rientrare nel Paese – incluso un viaggio del “ministro degli Esteri” vaticano Paul Richard Gallagher, è possibile che semplicemente il Papa accetti la sua rinuncia e nomini un altro metropolita. Ma chi?

Uno dei maggiori indiziati sembrava essere il vescovo ausiliare Yury Kasabutsky, finito però nel mirino della polizia bielorussa, arrestato e portato in procura per alcune dichiarazioni pubblicate sul suo profilo facebook.

Minacciato il vescovo, sono stati arrestati anche vari sacerdoti. L’8 dicembre, a Vitebsk, sono stati arrestati padre Viktar Zhuk, gesuita, parroco della parrocchia locale di San Vladislav e molto conosciuto commentatore del Vangelo sul sito della Chiesa Cattolica bielorussa, e padre Alyaksei Varanko, vicario della parrocchia greco-cattolica della Resurrezione di Cristo. Portati al dipartimento di polizia, sono rimasti in attesa di processo. Tutto è ancora in fase di definizione.

Prima di loro, era stato arrestato padre Vyacheslav Barka, parroco di San Josaphat Kuntsevich a Rasony (decanato di Polotsk). Il parroco è stato condannato a 10 giorni di carcere con l’accusa di “propaganda di simboli o di accessori nazisti”. Anche in questo caso, il parroco aveva pubblicato su Facebook dei poster di orientamento politico fascista, che però – reclama Kuntsevich – erano stati esposti per una protesta contro le violenze del Paese.

Dopo la condanna, il vescovo ha chiesto di riconsiderarla.

Non è dunque una situazione facile, per la Chiesa cattolica in Russia. La leader dell’opposizione Svetlana Tikhonovskaja ha scritto una lettera a Papa Francesco, lodando gli sforzi dell’arcivescovo Kondrusiewicz per la pace e mettendo in luce la presenza di un movimento cristiano nell’opposizione.

Nel Paese, in tanto, continuano le proteste contro la presidenza di Lukashenko, che si svolgono attrtaverso riunioni di cortile e caseggiato per evitare scontri con le squadre degli omon. Alla marcia del 6 dicembre, chiamata “Marcia della Saggezza”, sono statet evitate violenze, ma sono state fermate 344 persone.

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