Curia Romana, i possibili cambi ai vertici nel 2022

Il 2021 si è chiuso con l'uscita di scena del Cardinale Turkson. In precedenza il Papa aveva nominato i nuovi Prefetto del Culto Divino e del Clero

Il Palazzo Apostolico
Foto: ACI Stampa
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L’anno che si è appena concluso ha visto un importantissimo avvicendamento ai vertici della Curia Romana: il Papa ha deciso – come è noto – di non rinnovare il mandato di Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale al Cardinale Peter Turkson – sebbene avesse altri due anni di servizio prima del raggiungimento dell’età pensionabile – e di chiamare alla guida dell’organismo, seppur ad interim, il Cardinale Michael Czerny, gesuita e Sottosegretario della sezione migranti del medesimo dicastero. Da rilevare inoltre che il porporato gesuita ha già compiuto lo scorso 18 luglio l’età canonica dei 75 anni, valida per la presentazione della rinuncia dagli incarichi.

L’uscita di scena del Cardinale Turkson ha anche un altro non meno importante significato: ad oggi l’Africa non è rappresentata ai vertici della Curia Romana. Dal 1977 – se si esclude il breve periodo dicembre 2008 – ottobre 2009 - almeno un presule africano ricopriva l’incarico di Presidente o Prefetto di un organismo vaticano: basti ricordare il Cardinale Bernardin Gantin – che fu con Paolo VI e Giovanni Paolo II Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum e Prefetto della Congregazione per i Vescovi tra il 1977 ed il 1998 – il Cardinale Francis Arinze che è stato Presidente del Segretario per i non Cristiani, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dal 1984 al 2008, il Cardinale Robert Sarah – Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum e Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dal 2010 al 2021 – oltre al citato Cardinale Turkson in Curia dal 2009 per volere di Papa Benedetto XVI come Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace e Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. L’unico africano presente in Curia – seppur non al vertice di un organismo – è ad oggi l’Arcivescovo tanzaniano Protase Rugambwa, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Inoltre anche l’Oceania continua a non essere rappresentata ai vertici della Curia Romana dopo l’uscita di scena – formalmente nel 2019 – del Cardinale australiano George Pell come Prefetto della Segreteria per l’Economia, nominato da Papa Francesco nel 2014 come responsabile della nuova struttura.

Il 2022 si prospetta come un anno foriero di potenziali cambiamenti al vertice di posti chiave della Curia Romana. Nel luglio prossimo scadrà il mandato del Cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer – che ad aprile compirà 78 anni – come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Sono in scadenza per raggiunti limiti di età anche il Cardinale Leonardo Sandri (78), Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; il Cardinale Marc Ouellet (77), Prefetto della Congregazione per i Vescovi e il Cardinale Giuseppe Versaldi (78), Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. A loro si aggiungono il Cardinale Mauro Piacenza (77), Penitenziere Maggiore; il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che ad ottobre compirà 80 anni. A loro andrebbe aggiunto anche il neo nominato Presidente del Governatorato per lo Stato della Città del Vaticano, l’Arcivescovo Fernando Vergez Alzaga che a marzo compirà 77 anni.

Sono al di sotto dell’età canonica dei 75 anni il Cardinale Pietro Parolin (66), Segretario di Stato; il Cardinale Marcello Semeraro (74), Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi; l’Arcivescovo Arthur Roche (71), Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; il Cardinale Luis Antonio Tagle (64), Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; l’Arcivescovo Lazarus You Heung-sik (70), Prefetto della Congregazione per il Clero; il Cardinale Joao Braz de Aviz (74), Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; il Cardinale Kevin Joseph Farrell (74), Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e Camerlengo di Santa Romana Chiesa; il Cardinale Dominique Mamberti (69), Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; il Cardinale Kurt Koch (71), Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; l’Arcivescovo Filippo Iannone (64), Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; il Cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot (69), Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; l’Arcivescovo Salvatore Fisichella (70), Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; il Vescovo Nunzio Galantino (73), Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; Padre Juan Antonio Guerrero Alves (62), Prefetto della Segreteria per l’Economia e il Dottor Paolo Ruffini (65), Prefetto del Dicastero per la Comunicazione.

Geograficamente, ad oggi, la Curia Romana ha ai suoi vertici 16 rappresentanti europei, di cui 9 italiani, 4 spagnoli, 1 inglese, 1 francese e 1 svizzero; 3 nordamericani, di cui 2 canadesi e 1 statunitense (sebbene di nascita i Cardinali Farrell e Czerny siano originari di Irlanda e Repubblica Ceca); 2 sudamericani, di cui 1 argentino e 1 brasiliano e 2 asiatici, di cui 1 filippino e 1 sudcoreano.

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