I vescovi tedeschi in visita ad limina, tra cammino sinodale e ricerca di unità

È cominciata con una Messa nella Basilica di San Pietro la visita ad limina dei vescovi tedeschi. Tra il percorso sinodale e la ricerca di unità

La Messa dei vescovi tedeschi in ad limina a Roma, 14 novembre 2022
Foto: Facebook vescovo Stephan Oster
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È cominciata con una Messa nella Basilica di San Pietro il 14 novembre la visita ad limina dei vescovi di Germania. Una visita attesa, perché arriva nel mezzo di un cammino sinodale della Chiesa di Germania che sembra puntare a cambiare la dottrina della Chiesa, e del quale Papa Francesco ha più volte detto che “in Germania c’è già una Chiesa evangelica”, quasi a indicare una possibile deriva protestante.

La visita ad limina prevede una serie di incontri nei dicasteri vaticani, cui i vescovi presentano un rapporto che poi viene discusso, e poi ovviamente, l’incontro con Papa Francesco. Curiosamente, fu proprio con i vescovi tedeschi che il Papa fece l’ultimo discorso di un ad limina nel 2015, o perlomeno che questo discorso fu diffuso. Da allora, il Papa non ha mai più diffuso un discorso, preferendo gli incontri faccia a faccia e, in alcuni casi, per situazioni specifiche, incoraggiando anche incontri interdicasteriali su temi particolari. I vescovi olandesi, la scorsa settimana, hanno avuto anche alcuni incontri specifici.

Il vescovo Georg Bätzing di Limburg, presidente della Conferenza Episcopale tedesca, ha dato il tono della visita nell’omelia di apertura. Ha detto che i vescovi tedeschi avrebbero “affrontato apertamene e onestamente” l’argomento del processo sinodale, ma ha concesso che “preservare l’unità e allo stesso tempo permettere conversione e rinnovamento non è un compito facile per la nostra Chiesa ora”.

In una intervista pubblica sul sito internet della diocesi di Limburg, lo stesso Bätzing ha sostenuto che “non sia una coincidenza che noi vescovi siamo invitati ora a Roma”, perché c’è stata “molta incomprensione riguardo il nostro processo a Roma”.

La via sinodale Synodaler Weg in tedesco – è un processo lanciato dalla Chiesa di Germania nel 2019, con lo scopo di dibattere e quindi approvare risoluzioni (considerate vincolanti) su quattro temi: il modo in cui il potere è esercitato nella Chiesa, il sacerdozio, il ruolo delle donne, la moralità sessuale.

In una lettera al popolo di Dio in cammino in Germania, Papa Francesco ha messo in guardia dalla disunione, mentre a novembre il Papa ha detto di assicurarsi di “non perdere il senso della fede del popolo”.

Il processo è comunque andato avanti, e si trova ora all’interno del più ampio percorso sinodale sulla sinodalità che Papa Francesco vuole sia compiuto in due assemblee, nel 2023 e nel 2024. Sarà da vedere come tutti questi percorsi arriveranno ad una sintesi.

Di certo, il Sinodo della Chiesa di Germania, anche per le modalità con cui viene portato avanti, ha attirato critiche insospettate. Come quella del Cardinale Walter Kasper, che pure fu capofila dei teologi che chiedevano una nuova dottrina per i divorziati risposati ad inizio anni Novanta del secolo scorso, che ha dichiarato che il processo tedesco rischia di “rompersi l’osso del collo” se non tiene conto delle obiezioni sollevate da un numero sempre più grande di vescovi nel mondo, e dai cattolici preoccupati in Germania.

Tra questi, più di 100 cardinali e vescovi che hanno pubblicato una “fraterna lettera aperta” in cui mettevano in luce il rischio di scisma se poi i cambiamenti proposti dal Sinodo sulla dottrina fossero passati. Prima di loro, c’era stata una lettera dei vescovi scandinavi a marzo, e una lettera aperta dell’arcivescovo Stanislaw Gadecki, presidente della Conferenza Episcopale Polacca, a febbraio.

Tutte preoccupazioni sempre rispedite al mittente dal vescovo Bätzing, che addirittura si è lamentato del comportamento di Papa Francesco sul tema, tanto che una dichiarazione della Santa Sede del 21 luglio 2022 arrivava ad auspicare che “le proposte del Cammino delle Chiese particolari in Germania confluiscano nel percorso sinodale che sta percorrendo la Chiesa universale, per un reciproco arricchimento e una testimonianza di quella unità con la quale il corpo della Chiesa manifesta la sua fedeltà a Cristo Signore”.

Quali sono le speranze per questa visita ad limina? I vescovi di Germania non intendono “abortire il progetto”, e sembrano puntare a portare alcune istanze direttamente nel cammino sinodale. Ma, dall’altra parte, si spera che Roma prenda una posizione netta. A tale proposito, il dogmatico viennese Jan-Heiner Tück ha affermato che era “giunto il momento” che Papa Francesco “passasse da osservatore indeciso a determinato co-progettista del cammino sinodale”.

Ieri, l'incontro con Papa Francesco, durato due ore. Secondo una nota della Conferenza Episcopale tedesca, lo scambio "aperto" ha riguardato "riflessioni sulla pastorale in tempi che sono cambiati, l’autocomprensione del ministero sacerdotale ed episcopale, l’impegno dei laici nella Chiesa e la sfida di come l’evangelizzazione possa funzionare nel contesto di un mondo secolarizzato”.

I vescovi hanno potuto anche raccontare le proprie esperienze nelle diocesi e arcidiocesi, così come parlare dell’impegno della Chiesa tedesca su scala globale. Un altro tema che ha segnato l’incontro è stato quello della “responsabilità politica, della coesione sociale e di una prospettiva per la pace nel contesto dei conflitti globali e regionali”. La nota dice infine che i vescovi tedeschi si sono confrontati con il Papa anche su “aspetti del cammino sinodale della Chiesa in Germania e sul processo sinodale mondiale”.

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