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Il card. Vegliò: "Sui migranti Europa poco generosa"

Il Cardinale Antonio Maria Vegliò |  | Marco Mancini - Acistampa Il Cardinale Antonio Maria Vegliò | | Marco Mancini - Acistampa

Intervenuto al convegno sull’opera di Pio XII a favore dei profughi e dei prigionieri di guerra, organizzato dal Centro Astalli, il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, parla a tutto campo con Acistampa dell'emergenza migrazioni. “Gli ultimi Papi – da Pio XII all’attuale – si sono impegnati su questo grosso problema dei migranti e dei rifugiati”.

Eminenza, quella dei migranti è una emergenza. In particolare per l’Italia che si trova sulla frontiera del Mediterraneo.

“Sì. Siamo sulla frontiera dell’Europa, per quello io credo che quando l’Italia insiste per avere più aiuto, più compartecipazione dell’Europa sia nel giusto. Ora l’Europa sembra che sia un po’ interessata maggiormente, non tanto quanto si vorrebbe, però è già qualcosa. È un problema che preoccupa, ma è un problema che ci sarà sempre per cui sono sempre del parere che l’Europa finora non ha avuto mai un programma per quello che riguarda l’immigrazione, è sempre stata lì  a rattoppare le urgenze. E non si fa così, bisogna avere un programma anche sul fronte dell’integrazione. Poi in Italia si esagera. Sembra che siano centinaia di migliaia, poi molti vengono e più della metà se ne vanno. Un Paese ricco come l’Italia, nonostante la crisi, non può non accogliere. Adesso hanno le quote per i rifugiati. Io trovo veramente molto poco umano e poco cristiano quando uno fa difficoltà nell’accettare certe quote minime. L’Europa dovrebbe prenderne 24.000: se consideriamo che l’Unione Europea è fatta di 28 Paesi… Questo è un problema che non andrebbe affrontato solo nella emergenza ma bisognerebbe avere un programma perché questa è  una realtà che c’è e che ci sarà sempre di più”.

Manca quindi una visione strategica.

“Finora il problema lo si è affrontato perché è emergenziale. Manca un progetto di visione di questa realtà che esiste, non c’è niente da fare: esiste. Ed andrà aumentando. Quali sono le cause che spingono gli uomini a diventare migranti e rifugiati? Le migrazioni la povertà, i rifugiati, le guerre. Finché ci saranno povertà e guerre, ci saranno sempre migranti e rifugiati”.

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Eminenza, c’è la mancanza di volontà di eliminare queste cause…

“Certamente non c’è molta generosità. I Paesi europei nel passato si erano impegnati a dare lo 0.7% del PIL per aiuti alle nazioni in via di sviluppo da dove provengono questi nostri fratelli meno fortunati di noi, ebbene a parte la Finlandia o la Svezia, nessuno ha dato quello 0.7%. Chi è che vende le armi?”.

La Chiesa resta sempre in prima linea?

“La Chiesa c’è sempre , è la sua missione. L’Europa non ha la missione di salvare i migranti, la Chiesa ha sempre avuto nel suo essere Chiesa la missione verso i più poveri, i diseredati, i più abbandonati. I migranti e i rifugiati lo sono, è consono alla missione della Chiesa assistere chi sta peggio. Guai se la Chiesa non lo facesse. Se la Chiesa non facesse queste cose veramente tradirebbe la sua missione”.