Il Papa ai nuovi cardinali: “Nessuno di voi deve sentirsi superiore ad alcuno”

Papa Francesco durante l'omelia al Concistoro del 28 giugno 2018
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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L’imposizione della berretta, la consegna dell’anello, l’assegnazione del titolo che è il legame più stretto con la città di Roma. I quattordici nuovi cardinali,che da oggi sono parte di quel collegio che affianca il Papa nel governo della Chiesa, hanno seguito con emozione le parole di Papa Francesco nella Cappella Papale, durante il quinto Concistoro Ordinario Pubblico del Pontefice.

“Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro”. Papa Francesco inizia l'omelia del concistoro a partire da questo pasaggio del Vangelo di Marco.

Il rito è iniziato con il saluto liturgico il primo dei cardinali in ordine di creazione, Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei, rivolge a Francesco, a nome di tutti, parole di ringraziamento e di omaggio.

Afferma il neo-cardinale: “Questa nomina di Cardinali da Paesi diversi esprime la vitalità e l’apertura della Chiesa Cattolica e concretizza la sua cattolicità universalità al servizio di tutti gli uomini. Alcuni Musulmani venuti per farmi gli auguri, hanno espresso la loro ammirazione per l’apertura della Chiesa e per il Vostro stare sempre vicino alla gente nelle loro preoccupazioni, paure e speranze. La nomina cardinalizia non è un premio, oppure un onore personale, come si pensa talvolta, ma è l'invio alla missione con l'abito rosso che vuol dire dare la vita fino alla fine, fino all’effusione del sangue, portando l'Evangelii Gaudium la gioia del Vangelo a tutti”.

 "In cammino verso Gerusalemme - commenta Papa Francesco -  Gesù non trascura di precedere (primerear) i suoi. Gerusalemme rappresenta l’ora delle grandi determinazioni e decisioni. Tutti sappiamo che, nella vita, i momenti importanti e cruciali lasciano parlare il cuore e mostrano le intenzioni e le tensioni che ci abitano. Tali incroci dell’esistenza ci interpellano e fanno emergere domande e desideri non sempre trasparenti del cuore umano".

Papa Francesco spiega: "A fronte del terzo e più duro annuncio della passione, l’Evangelista non teme di svelare certi segreti del cuore dei discepoli: ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti e accordi; una logica che non solo logora e corrode da dentro i rapporti tra loro, ma che inoltre li chiude e li avvolge in discussioni inutili e di poco conto. Gesù però non si ferma su questo, ma va avanti, li precede (primerea)”.

 “Con tale atteggiamento – continua il Papa nella sua allocuzione ai Cardinali - il Signore cerca di ricentrare lo sguardo e il cuore dei suoi discepoli, non permettendo che le discussioni sterili e autoreferenziali trovino spazio in seno alla comunità. A che serve guadagnare il mondo intero se si è corrosi all’interno? A che serve guadagnare il mondo intero se si vive tutti presi da intrighi asfissianti che inaridiscono e rendono sterile il cuore e la missione? In questa situazione come qualcuno ha osservato si potrebbero già intravedere gli intrighi di palazzo, anche nelle curie ecclesiastiche”.

“Tra voi però non è così: risposta del Signore che, prima di tutto, è un invito e una scommessa – ricorda Papa Francesco  - per recuperare il meglio che c’è nei discepoli e così non lasciarsi rovinare e imprigionare da logiche mondane che distolgono lo sguardo da ciò che è importante. 'Tra voi non è così': è la voce del Signore che salva la comunità dal guardare troppo sé stessa invece di rivolgere lo sguardo, le risorse, le aspettative e il cuore a ciò che conta: la missione”.

“E così Gesù – rimarca il Pontefice - ci insegna che la conversione, la trasformazione del cuore e la riforma della Chiesa è e sarà sempre in chiave missionaria, perché presuppone che si cessi di vedere e curare i propri interessi per guardare e curare gli interessi del Padre”.

Papa Francesco sottolinea che “quando ci dimentichiamo della missione, quando perdiamo di vista il volto concreto dei fratelli, la nostra vita si rinchiude nella ricerca dei propri interessi e delle proprie sicurezze. E così cominciano a crescere il risentimento, la tristezza e il disgusto. A poco a poco viene meno lo spazio per gli altri, per la comunità ecclesiale, per i poveri, per ascoltare la voce del Signore”.

Francesco infine conclude: “Cari fratelli Cardinali e neo-Cardinali! Mentre siamo sulla strada verso Gerusalemme, il Signore cammina davanti a noi per ricordarci ancora una volta che l’unica autorità credibile è quella che nasce dal mettersi ai piedi degli altri per servire Cristo. Nessuno di noi deve sentirsi superiore ad alcuno. Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi”.

Quindi, il Papa leggerà la formula di creazione e proclamerà solennemente i nomi dei nuovi Cardinali, annunciandone l’Ordine presbiterale o diaconale. Il Rito proseguirà con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza a Papa Francesco e ai Suoi successori.“Ego (Cæsar) Santæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalis (Baronius)”, questa è la formula da loro pronunciata.

Dopo la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia, il Papa scambia con ciascun neo Cardinale l’abbraccio di pace. Forse ci sarà tra loro un prossimo futuro Pontefice?

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