Il Papa: "I santi sono amici con cui spesso intessiamo rapporti di amicizia"

Papa Francesco continua il ciclo di catechesi su San Giuseppe, incentrando la sua riflessione sul tema: “San Giuseppe e la comunione dei santi”

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Vatican Media / ACI group
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Papa Francesco continua il ciclo di catechesi su San Giuseppe, incentrando la sua riflessione sul tema: “San Giuseppe e la comunione dei santi”.

"In queste settimane abbiamo potuto approfondire la figura di San Giuseppe lasciandoci guidare dalle poche ma importanti notizie che danno i Vangeli, e anche dagli aspetti della sua personalità che la Chiesa lungo i secoli ha potuto evidenziare attraverso la preghiera e la devozione - spiega il Papa dall'Aula Paolo VI - A partire proprio da questo sentire comune che nella storia della Chiesa ha accompagnato la figura di San Giuseppe, oggi vorrei soffermarmi su un importante articolo di fede che può arricchire la nostra vita cristiana e può anche impostare nel migliore dei modi la nostra relazione con i santi e con i nostri cari defunti: parlo della comunione dei santi. Tante volte lo diciamo nel Credo, io rispondevo i santi fanno la comunione, non è questo, è un'altra cosa".

Ricorda il Papa che "quando ci affidiamo pienamente all’intercessione di un santo, o ancora di più della Vergine Maria, la nostra fiducia ha valore soltanto in rapporto a Cristo. E il legame che ci unisce a Lui e tra di noi ha un nome specifico: comunione dei santi. Non sono i santi a operare i miracoli, ma soltanto la grazia di Dio che agisce attraverso di loro".

Che cosa è la comunione dei santi? Francesco lo spiega: "Significa che è la comunità dei peccatori salvati. La nostra santità è i frutto dell’amore di Dio che si è manifestato in Cristo, il quale ci santifica amandoci nella nostra miseria e salvandoci da essa".

"Cari fratelli e care sorelle, la gioia e il dolore che toccano la mia vita riguarda tutti, così come la gioia e il dolore che toccano la vita del fratello e della sorella accanto a noi riguardano anche me. In questo senso, anche il peccato di una singola persona riguarda sempre tutti, e l’amore di ogni singola persona riguarda tutti. In virtù della comunione dei santi, ogni membro della Chiesa è legato a me in maniera profonda, e questo legame è talmente forte che non può essere rotto neppure dalla morte. Infatti, la comunione dei santi non riguarda solo i fratelli e le sorelle che sono accanto a me in questo momento storico, ma riguarda anche quelli che hanno concluso il pellegrinaggio terreno e hanno varcato la soglia della morte. Pensiamo, cari fratelli e sorelle: in Cristo nessuno può mai veramente separarci da coloro che amiamo", ne è convinto il Pontefice.

"I santi sono amici con cui molto spesso intessiamo rapporti di amicizia - osserva il Papa - Ciò che noi chiamiamo devozione è in realtà u modo di esprimere l’amore a partire proprio da questo legame che ci unisce. Tutti abbiamo bisogno di amici; tutti abbiamo bisogno di relazioni significative che ci aiutino ad affrontare la vita. Anche Gesù aveva i suoi amici, e ad essi si è rivolto nei momenti più decisivi della sua esperienza umana. È sempre grazie alla comunione dei santi che sentiamo vicini a noi i Santi e le Sante che sono nostri patroni, per il nome che portiamo, per la Chiesa a cui apparteniamo, per il luogo dove abitiamo, e così via. La devozione ai santi non è una cosa magica, è parlare con questo fratello o sorella e gli chiedo la sua intercessione", conclude così la sua catechesi il Papa.

Il Pontefice chiude la catechesi con una preghiera a San Giuseppe che recita da 40 anni. "Abbiamo sentito un fratello nostro con un problema che gridava, strillava, io voglio finire pregando per lui, perchè non soffra, fa così perchè soffre, preghiamo insieme la Madonna per lui", dice a braccio il Pontefice.

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