Il Papa: "Il banco di prova per la preghiera è l'amore per il prossimo"

Papa Francesco riprende oggi le catechesi sulla preghiera e si concentra sulla figura di Elia

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Daniel Ibanez / ACI group
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Papa Francesco riprende oggi le catechesi sulla preghiera e si concentra su una molto particolare, quella del profeta Elia. "La Scrittura ci presenta Elia come un uomo dalla fede cristallina: nel suo stesso nome, che potrebbe significare Jahvè è Dio, è racchiuso il segreto della sua missione", dice Francesco dall'Aula Paolo VI, a causa del maltempo.

"Il suo simbolo è il fuoco, immagine della potenza purificatrice di Dio. Lui per primo sarà messo a dura prova, e rimarrà fedele. È l’esempio di tutte le persone di fede che conoscono tentazioni e sofferenze, ma non vengono meno all’ideale per cui sono nate", spiega ancora il Papa parlando di Elia.

Ma cosa c'entra la preghiera? "La preghiera è la linfa che alimenta costantemente la sua esistenza. Per questo è uno dei personaggi più cari alla tradizione monastica, tanto che alcuni lo hanno eletto come padre spirituale della vita consacrata a Dio", ricorda il Papa.

"Nella preghiera succede sempre questo, sentiamo momenti di preghiera di entusiamo e momenti di preghiera di aridità, di prove, la preghiera è così lasciarsi portare da Dio", dice a braccio il Papa.

"Quanto bisogno abbiamo noi di cristiani zelanti, abbiamo bisogno dello spirito di Elia", sottolinea il Papa ancora.

"Il banco di prova della preghiera è l’amore concreto per il prossimo - commenta il Pontefice nella catechesi - E viceversa: i credenti agiscono nel mondo dopo aver prima taciuto e pregato; altrimenti la loro azione è impulsiva, è priva di discernimento, è un correre affannoso senza meta".
Il Papa conclude: "Questa è la vicenda di Elia, ma sembra scritta per tutti noi. In qualche sera possiamo sentirci inutili e soli. È allora che la preghiera verrà e busserà alla porta del nostro cuore. Un lembo del mantello di Elia lo possiamo raccogliere tutti noi. E anche se avessimo sbagliato qualcosa, o ci sentissimo minacciati e impauriti, tornando davanti Dio con la preghiera, ritorneranno come per miracolo anche la serenità e la pace".

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