Il Papa: “Il Padre ci chiede di essere attenti ai figli che più gli mancano”

Il Vangelo della Liturgia odierna ci presenta “le tre parabole della misericordia” e Papa Francesco le commenta durante l’Angelus in Piazza San Pietro

Angelus
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Il Vangelo della Liturgia odierna ci presenta “le tre parabole della misericordia” e Papa Francesco le commenta durante l’Angelus in Piazza San Pietro. “Gesù, accogliendo i peccatori e mangiando con loro, ci rivela che Dio è proprio così: non esclude nessuno, tutti desidera al suo banchetto, perché tutti ama come figli. Le tre parabole, allora, riassumono il cuore del Vangelo: Dio è Padre e ci viene a cercare ogni volta che siamo perduti”, commenta il Pontefice.

Francesco spiega: “I protagonisti delle parabole, che rappresentano Dio, sono un pastore che cerca la pecorella smarrita, una donna che ritrova la moneta perduta e il padre del figlio prodigo. Fermiamoci su un aspetto comune a questi tre protagonisti, che potremmo definire così: l’inquietudine per la mancanza. Tutti e tre, in fondo, se facessero un po’ di calcoli, potrebbero starsene tranquilli: al pastore manca una pecora, ma ne ha altre novantanove; alla donna una moneta, ma ne ha altre nove; e anche il Padre ha un altro figlio, ubbidente, a cui dedicarsi. Invece, nel loro cuore c’è l’inquietudine per quello che manca: la pecora, la moneta, il figlio che è andato via”.

“Così è Dio: non è “tranquillo” se ci allontaniamo da Lui, è addolorato, freme nell’intimo; e si mette in movimento per venirci a cercare, finché ci riporta tra le sue braccia. Il Signore non calcola le perdite e i rischi, ha un cuore di padre e di madre”, dice il Papa prima della preghiera mariana in questa domenica di sole di settembre.

“Ricordiamoci: sempre Dio ci aspetta a braccia aperte, qualunque sia la situazione della vita in cui ci siamo perduti”, rincuora il Papa.

“Abbiamo nostalgia per chi è assente, per chi si è allontanato dalla vita cristiana? Portiamo questa inquietudine interiore, oppure stiamo sereni e indisturbati tra di noi? In altre parole, chi manca nelle nostre comunità, ci manca davvero? Oppure stiamo bene tra di noi, tranquilli e beati nei nostri gruppi, senza nutrire compassione per chi è lontano? Riflettiamo allora sulle nostre relazioni: io prego per chi non crede, per chi è lontano? Il Padre ci chiede di essere attenti ai figli che più gli mancano.”, chiede il Pontefice a tutti i fedeli.

Subito dopo la preghiera dell’Angelus il Papa passa ai consueti saluti. “Dopodomani partirò per un viaggio di tre giorni in Kazakhistan, sarà un’occasione per incontrare tanti rappresentanti religiosi, e parlare di pace di cui il nostro mondo è assetato. Rivolgo già un saluto ai partecipanti, ringrazio per il lavoro compiuto in vista della mia visita”,dice il Pontefice.

“Continuamo a pregare per il popolo ucraino – continua Francesco  - il Cardinale Krajewski è in Ucraina per testimoniare concretamente la vicinanza del Papa e della Chiesa”.

“Mi è caro ricordare Suor Maria de Coppi uccisa in Mozambico, dove ha servito con amore per quasi 60 anni. Desidero rivolgere un saluto anche al popolo dell’Etiopia che oggi festeggia il capodanno”, continua il Pontefice.

“Non dimentichiamo di pregare per gli scolastici che domani ricominciano le scuole di Roma”, conclude Papa Francesco.

 

 

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