Il Papa: "La preghiera, aiuto indispensabile per il discernimento spirituale"

Papa Francesco, in Piazza San Pietro, riprende il nuovo ciclo di catechesi sul Discernimento, incentrando la sua meditazione sul tema: “Gli elementi del discernimento. La familiarità con il Signore”

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Pablo Esparza / ACI Group
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Papa Francesco, in Piazza San Pietro, riprende il nuovo ciclo di catechesi sul Discernimento, incentrando la sua meditazione sul tema: “Gli elementi del discernimento. La familiarità con il Signore”. "Riprendiamo le catechesi sul tema del discernimento, perchè è importante per sapere cosa abbiamo dentro di noi, e oggi ci soffermiamo sul primo dei suoi elementi costitutivi, che è la preghiera", il Papa apre così l'Udienza Generale.

"La preghiera è un aiuto indispensabile per il discernimento spirituale, soprattutto quando coinvolge gli affetti, consentendo di rivolgerci a Dio con semplicità e familiarità, come si parla a un amico. È saper andare oltre i pensieri, entrare in intimità con il Signore, con una spontaneità affettuosa. Il segreto della vita dei santi è la familiarità e confidenza con Dio, che cresce in loro e rende sempre più facile riconoscere quello che a Lui è gradito. La vera preghiera è la famigliarità con il Signore", sottolinea il Pontefice.

"Non siamo solo ragione, non siamo macchine, non basta ricevere delle istruzioni per eseguirle: gli ostacoli come gli aiuti, a decidersi per il Signore sono soprattutto affettivi", spiega il Papa.

"Molti, anche cristiani, pensano la medesima cosa: che cioè Gesù possa anche essere il Figlio di Dio, ma dubitano che voglia la nostra felicità; anzi, alcuni temono che prendere sul serio la sua proposta significhi rovinarsi la vita, mortificare i nostri desideri, le nostre aspirazioni più forti. Questi pensieri fanno talvolta capolino dentro di noi: che Dio ci chieda troppo", commenta il Pontefice.

"Discernere non è facile, perché le apparenze ingannano, ma la familiarità con Dio può sciogliere in modo soave dubbi e timori, rendendo la nostra vita sempre più ricettiva alla sua luce gentile, secondo la bella espressione del Santo John Henry Newman", dice ancora il Papa nell'udienza generale di oggi.

"Stare in preghiera è Gesù che ci fa sentire la sua presenza, è lì che possiamo discernere. Chiediamo la grazia di vivere una relazione di amicizia con il Signore. Ho conosciuto un vecchio fratello religioso che era il portiere di un collegio e lui si avvicinava sempre alla cappella e diceva 'ciao' guardando all'altare, lui aveva vicinanza con Gesù. Questo è il rapporto che dobbiamo avere con la preghiera, vicinanza affettiva. Diciamo la preghiera del ciao", conclude Papa Francesco.

 

Nei saluti in lingua italiana il Papa non dimentica l'Ucraina. "Un pensiero alla martoriata Ucraina che sta soffrendo tanto quel povero popolo cosi crudelmente provato. Stamattina ho parlato con il Cardinale Krajewski che rientrava dall'Ucraina e mi ha raccontato cose terribili", così il Papa a braccio alla fine dell'Udienza generale di oggi.

articolo aggiornato alle ore 9.52

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