Il Papa: “La preghiera cristiana non chiude gli occhi sulla vita piena di difficoltà"

Papa Francesco durante un'Udienza
Foto: Daniel Ibanez / ACI group
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“Ma liberaci dal male”. Papa Francesco continua le catechesi sul Padre Nostro e nell’Udienza Generale odierna spiega ai fedeli in Piazza San Pietro la settima domanda della preghiera che ha lasciato Gesù. Per il Pontefice con questa duplice supplica: “non abbandonarci” e “liberaci”, emerge una “caratteristica essenziale della preghiera cristiana”.

“L’Apostolo Pietro dice che il maligno è intorno a noi come un leone furioso, noi chiediamo a Dio di liberarci”, precisa subito il Papa a braccio.

“Gesù insegna ai suoi amici a mettere l’invocazione del Padre davanti a tutto- commenta il Papa - anche e specialmente nei momenti in cui il maligno fa sentire la sua presenza minacciosa. Infatti, la preghiera cristiana non chiude gli occhi sulla vita. È una preghiera filiale e non una preghiera infantile”.

Francesco domanda: “Se non ci fossero gli ultimi versetti del Padre nostro come potrebbero pregare i peccatori, i perseguitati, i disperati, i morenti?”

“C’è un male nella nostra vita, che è una presenza inoppugnabile – osserva Papa Francesco - I libri di storia sono il desolante catalogo di quanto la nostra esistenza in questo mondo sia stata un’avventura spesso fallimentare”.

“I lutti dell’uomo, il dolore innocente, la schiavitù, la strumentalizzazione dell’altro, il pianto dei bambini innocenti. Tutti questi eventi protestano nel cuore dell’uomo e diventano voce nell’ultima parola della preghiera di Gesù”, spiega il Pontefice.

Ma è Gesù a sperimentare il male in prima persona e Francesco lo ricorda: “Non solo la morte, ma la morte di croce. Non solo la solitudine, ma anche il disprezzo. Non solo il malanimo, ma anche la crudeltà”.

Papa Francesco conclude la catechesi odierna: “Così il Padre nostro assomiglia a una sinfonia che chiede di compiersi in ciascuno di noi. Il cristiano sa quanto soggiogante sia il potere del male, e nello stesso tempo fa esperienza di quanto Gesù, che mai ha ceduto alle sue lusinghe, sia dalla nostra parte e venga in nostro aiuto. Così la preghiera di Gesù ci lascia la più preziosa delle eredità: la presenza del Figlio di Dio che ci ha liberato dal male, lottando per convertirlo”. 

"Papa Francesco, nel passaggio tra i fedeli prima della udienza generale, ha fatto salire stamani sulla papamobile 8 bambini arrivati dalla Libia con il corridoio umanitario del 29 aprile scorso e su un barcone alcuni mesi fa - riporta un comunicato ufficiale della Sala Stampa Vaticana -  Questi bambini, di diverse nazionalità - tra cui Siria, Nigeria e Congo - sono attualmente ospitati con le loro famiglie nel Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa e seguiti dalla Cooperativa “Auxilium”.

pezzo aggiornato alle ore 10.03

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