Il Papa: "Mettiamoci davanti a Cristo Crocifisso, ripartiamo da Lui"

L'Udienza Generale di oggi: “Il frutto dello Spirito”

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Papa Francesco, continuando il ciclo di catechesi sulla Lettera ai Galati dell’Apostolo Paolo, incentra la sua meditazione sul tema: “Il frutto dello Spirito”.

"Ancora oggi, molti sono alla ricerca di sicurezze religiose prima che del Dio vivo e vero, concentrandosi su rituali e precetti piuttosto che abbracciare con tutto sé stessi il Dio dell’amore. Questa è la tentazione dei nuovi fondamentalisti. Per questo Paolo chiede ai Galati di ritornare all’essenziale, a Dio che ci dà la vita in Cristo crocifisso", dice subito il Papa spiegando ai presenti il senso della Lettera ai Galati.

"Se perdiamo il filo della vita spirituale, se mille problemi e pensieri ci assillano, facciamo nostro il consiglio di Paolo: mettiamoci davanti a Cristo Crocifisso, ripartiamo da Lui. Prendiamo il Crocifisso tra le mani, teniamolo stretto sul cuore. Oppure sostiamo in adorazione davanti all’Eucaristia, dove Gesù è Pane spezzato per noi, Crocifisso Risorto, potenza di Dio che riversa il suo amore nei nostri cuori", ne è convinto il Papa.

Che cosa succede quando incontriamo nella preghiera Gesù Crocifisso? "Succede quello che accadde sotto la croce: Gesù consegna lo Spirito dona cioè la sua stessa vita. E lo Spirito, che scaturisce dalla Pasqua di Gesù, è il principio della vita spirituale. È Lui che cambia il cuore: non le nostre opere, ma l’azione dello Spirito Santo in noi! È Lui che guida la Chiesa, e noi siamo chiamati a obbedire alla sua azione, che spazia dove e come vuole", risponde il Pontefice.

Per il Papa "proprio il combattimento spirituale è un altro grande insegnamento della Lettera ai Galati".
Francesco spiega che L’Apostolo presenta due fronti contrapposti: da una parte le "opere della carne", dall’altra il "frutto dello Spirito". Che cosa sono le opere della carne?

"Sono i comportamenti contrari allo Spirito di Dio. L’Apostolo le chiama opere della carne non perché nella nostra carne umana ci sia qualcosa di sbagliato o cattivo; anzi, abbiamo visto come egli insista sul realismo della carne umana portata da Cristo sulla croce! Carne è una parola che indica l’uomo nella sua dimensione solo terrena, chiuso in sé stesso, in una vita orizzontale, dove si seguono gli istinti mondani e si chiude la porta allo Spirito, che ci innalza e ci apre a Dio e agli altri", risponde il Papa.

"Questo insegnamento dell’Apostolo pone una bella sfida anche alle nostre comunità. A volte, chi si accosta alla Chiesa ha l’impressione di trovarsi davanti a una fitta mole di comandi e precetti. Ma, in realtà, non si può cogliere la bellezza della fede in Gesù Cristo partendo da troppi comandamenti e da una visione morale che, sviluppandosi in molti rivoli, può far dimenticare l’originaria fecondità dell’amore, nutrito di preghiera che dona la pace e di gioiosa testimonianza", conclude così Papa Francesco.

 

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