Il Papa "rivoluziona" il Sinodo: da evento a processo

Un nuovo itinerario sinodale voluto da Papa Francesco per la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi

Papa Francesco apre i lavori del Sinodo dei Vescovi
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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C'è un nuovo itinerario sinodale voluto da Papa Francesco per la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. La prima grande novità di questo itinerario, approvato in data 24 aprile 2021,è la trasformazione del Sinodo "da evento in processo". Un processo che parte da ogni continente per arrivare a Roma. Mentre prima il Sinodo "finiva" nella celebrazione dell’Assemblea, ora ogni Assemblea del Sinodo si sviluppa secondo fasi successive, che la costituzione chiama "fase preparatoria, fase celebrativa, fase attuativa".

La Sala Stampa della Santa Sede pubblica una nota della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’assenso del Consiglio Ordinario, spiegando nel dettaglio come si articolerà questo "nuovo percorso". Il percorso per la celebrazione del Sinodo “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” si articolerà in tre fasi, tra l’ottobre del 2021 e l’ottobre del 2023, passando per una fase diocesana e una continentale, che daranno vita a due differenti "Instrumentum Laboris", fino a quella conclusiva a livello di Chiesa Universale.

Questo "cambiamento", voluto anche dal Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, risponde all’esigenza di applicare in "tempi distesi" la normativa prevista dalla costituzione apostolica "Episcopalis communio", pubblicata da Papa Francesco il 18 settembre 2018. Il Papa - sulla scia del Codice di Diritto Canonico, della Costituzione Apostolica Sollicitudo di Paolo VI e delle modifiche di Benedetto XVI all'Ordo Synodi - aveva modificato già alcuni elementi del Sinodo. 

Il nuovo itinerario sinodale così strutturato renderà possibile "l’ascolto reale del Popolo di Dio e si garantirà la partecipazione di tutti al processo sinodale. Non è solo un evento, ma un processo che coinvolge in sinergia il Popolo di Dio, il Collegio episcopale e il Vescovo di Roma, ciascuno secondo la propria funzione", si legge nella nota.

Quale sarà quindi il tracciato del cammino verso la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi? L’apertura del Sinodo avrà luogo tanto in Vaticano quanto in ciascuna diocesi. "Il cammino sarà inaugurato dal Papa in Vaticano: il 9-10 ottobre. Con le medesime modalità, domenica 17 ottobre, si aprirà nelle diocesi, sotto la presidenza del rispettivo vescovo", riporta la nota.

Ci sarà la fase diocesana, da ottobre 2021 a aprile 2022. "L’obiettivo di questa fase è la consultazione del Popolo di Dio affinché il processo sinodale si realizzi nell’ascolto della totalità dei battezzati, soggetto del sensus fidei infallibile in credendo", spiega ancora il comunicato.

Nel dettaglio: "La Segreteria Generale del Sinodo invierà un Documento preparatorio, accompagnato da un Questionario e da un Vademecum con proposte per realizzare la consultazione in ciascuna diocesi Il Documento sarà inviato anche ai Dicasteri della Curia Romana, alle Unioni di Superiori, Superiore Maggiori ad altre unioni, federazioni della vita consacrata, ai movimenti internazionali dei laici e alle Università, Facoltà di Teologia".

"Ogni vescovo nominerà un responsabile diocesano della consultazione sinodale, che possa fungere da punto di riferimento e di collegamento con la Conferenza Episcopale e che accompagni la consultazione nella Chiesa particolare in tutti i suoi passi (prima di ottobre 2021) - riporta ancora la nota - Ogni Conferenza Episcopale nominerà a sua volta un responsabile (eventualmente un’equipe) che possa fungere da referente e da collegamento tanto con i responsabili diocesani quanto con la Segreteria Generale del Sinodo (prima di ottobre 2021)".

Un ruolo importante quindi lo avranno le diocesi. Spiega infatti il comunicato ufficiale: "La consultazione nelle diocesi si svolgerà attraverso gli organi di partecipazione previsti dal diritto, senza escludere le altre modalità che si giudichino opportune perché la consultazione stessa sia reale ed efficace. La consultazione del Popolo di Dio in ciascuna diocesi si concluderà con una Riunione pre- sinodale, che sarà il momento culminante del discernimento diocesano. Dopo la chiusura della fase diocesana, ogni diocesi invierà i suoi contributi alla Conferenza Episcopale entro la data stabilita dalla propria Conferenza episcopale. Nelle Chiese orientali i contributi saranno inviati agli organismi corrispondenti. Al processo di redazione della sintesi parteciperanno anche il responsabile della Conferenza Episcopale per ciò che si riferisce al processo sinodale e la sua equipe, come pure i rappresentanti eletti per partecipare all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo a Roma, una volta ratificati dal Santo Padre. La Segreteria Generale del Sinodo procederà alla redazione del primo Instrumentum Laboris (prima di settembre 2022)."

Poi avremo la fase continentale. "La finalità di questa fase è di dialogare a livello continentale sul testo del primo Instrumentum Laboris, realizzando un ulteriore atto di discernimento alla luce delle particolarità culturali specifiche di ogni continente", sottoliena la nota del Sinodo dei Vescovi. Ogni Riunione internazionale di Conferenze Episcopali nominerà a sua volta un responsabile che possa fungere da referente e da collegamento tanto con le Conferenze Episcopali quanto con la Segreteria Generale del Sinodo (prima di settembre 2022). Discernimento pre-sinodale nelle Assemblee continentali. Si stabiliranno i criteri di partecipazione dei vescovi residenziali e degli altri membri del Popolo di Dio. Le Assemblee termineranno con la redazione di un documento finale, che sarà inviato alla Segreteria Generale del Sinodo (marzo 2023). La Segreteria Generale del Sinodo procederà alla redazione del secondo Instrumentum Laboris (prima di giugno 2023)."

Infine ci sarà la fase della Chiesa Universale. Questo lungo cammino terminerà ad Ottobre 2023. "La Segreteria Generale del Sinodo invierà il secondo Instrumentum Laboris ai partecipanti all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Celebrazione del Sinodo dei Vescovi a Roma, secondo le procedure stabilite nella Costituzione Apostolica Episcopalis Communio (ottobre 2023)", conclude la nota.

Sarà dunque un Sinodo che comprenderà la totalità del popolo di Dio e tutti i pastori. La parola chiave di questa Assemblea per il Papa è senza dubbio "comunione", dunque non può che tradursi in partecipazione di tutti alla vita della Chiesa, ciascuno secondo la sua specifica condizione e funzione.

 

 

 

 

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