La beatificazione di Teresio Olivelli, soldato e martire per il Vangelo

Teresio Olivelli in divisa da ufficiale degli Alpini
Foto: teresioolivelli.com
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Sarà il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, a presiedere sabato pomeriggio a Vigevano - in rappresentanza del Papa - la Messa per la beatificazione del Servo di Dio Teresio Olivelli, ucciso in odio alla Fede nel campo di concentramento nazista di Hersbruck il 17 gennaio 1945, pochi mesi prima della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Ma chi era Teresio Olivelli? Innanzi tutto, era un giovane. Era nato a Bellagio in provincia di Como, il 7 gennaio 1916. Dopo gli studi a Vigevano, l'adesione alla Fuci - la federazione degli universitari cattolici - e la laurea in giurisprudenza, inizia la sua carriera universitaria.

Il 10 giugno 1940 l'Italia entra in guerra e l'anno successivo il giovane Olivelli si arruola: destinazione Russia. E' ufficiale degli Alpini, e assiste i suoi uomini con totale spirito di servizio e di dedizione. Rientrato in Italia dalla disastrosa spedizione in terra sovietica, Olivelli rifiuta l'adesione alla Repubblica di Salò aderisce alla Resistenza. Una resistenza non violenta, improntata al riscatto morale attraverso l'arma del Vangelo.

Il 9 settembre 1943, all'indomani dell'Armistizio con gli angloamericani, viene arrestato dai nazisti e trasferito in Austria. Riesce a fuggire, torna in Italia e riprende la sua attività clandestina.

Insieme a Don Giovanni Barbareschi e Carlo Bianchi, fonda e stampa il giornale clandestino "Il Ribelle", organo delle Fiamme Verdi, le formazioni partigiane di orientamento cattolico. E' il marzo 1944.

Un mese dopo, il 27 aprile, viene nuovamente arrestato a Milano. Rinchiuso nel carcere di San Vittore, è trasferito - dopo torture e vessazioni - nel campo di concentramento di Fossoli. Ma per il giovane Teresio il viaggio nell'orrore non è finito. Anzi. Il 5 settembre 1944 viene deportato nel lager di Flossenbürg, dove indomito assiste i suoi sfortunati compagni di reclusione e predica il Vangelo diffondendo la preghiera quotidiana del Rosario. Queste sue attività - invise ai suoi carcerieri - gli costano il trasferimento al campo di sterminio di Hersbruck: è il 30 settembre 1944.

Qui Teresio Olivelli non demorde, e continua il suo servizio di assistenza ai suoi sfortunati compagni. Difende i più deboli dal sadismo delle SS. E, un giorno, l'ultimo del 1944 per salvare un compagno dalle violenze dei carcerieri, Teresio viene pestato dai suoi aguzzini. Dopo giorni di sofferenze, muore il 17 gennaio 1945, all'età di 29 anni. 

La causa di beatificazione è stata aperta nel 1989. Papa Francesco nel dicembre 2015 ne ha riconosciuto le virtù eroiche, e il 17 giugno scorso lo stesso Pontefice ha approvato il decreto che ne stabilisce il martirio in odium Fidei.

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