La Chiesa oggi prega per i cattolici cinesi

Il Papa saluto un gruppo di cattolici cinesi
Foto: Daniel Ibanez/CNA
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“Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”. Così domenica scorsa durante la recita del Regina Coeli, Papa Francesco ha ricordato la Giornata di preghiera per i cattolici in Cina.

Da sempre l’attenzione della Chiesa e dei Papi è rivolta ai tanti, tantissimi cinesi che professano la loro fede cattolica tra difficoltà e restrizioni di ogni tipo.

Andare in Cina è per i Papi un sogno, per testimoniare e confermare i fratelli nella fede. “La Cina - diceva Francesco di ritorno dal viaggio negli Stati Uniti nel settembre 2015 - è una grande nazione, che apporta al mondo una grande cultura e tante cose buone. Io ho detto una volta sull’aereo, tornando dalla Corea, che mi piacerebbe tanto andare in Cina. Io amo il popolo cinese; gli voglio bene. Mi auguro che ci siano le possibilità di avere buoni rapporti, buoni rapporti. Abbiamo contatti, ne parliamo… Andare avanti. Per me avere un Paese amico come la Cina, che ha tanta cultura e tanta possibilità di fare bene, sarebbe una gioia”.

E in occasione del viaggio in Corea, nel 2014, Francesco raccontava di aver “pregato tanto per quel grande e nobile popolo cinese, un popolo saggio… Penso ai grandi saggi cinesi, una storia di scienza, di saggezza…  Anche i gesuiti: abbiamo storia lì, con padre Ricci… E tutte queste cose venivano da me. Se io ho voglia di andare in Cina? Ma sicuro: domani! Eh, sì. Noi rispettiamo il popolo cinese; soltanto, la Chiesa chiede libertà per la sua missione, per il suo lavoro; nessun’altra condizione. Poi, non bisogna dimenticare quel documento fondamentale per il problema cinese che è stata la Lettera inviata ai Cinesi da Papa Benedetto XVI. Quella Lettera oggi è attuale, ha attualità. Rileggerla fa bene. E sempre la Santa Sede è aperta ai contatti: sempre, perché ha una vera stima per il popolo cinese”.

Il Papa ricordava la Lettera di Benedetto XVI al popolo cinese. E’ stato infatti l’attuale Papa emerito a istituire la Giornata di preghiera per i cattolici cinesi. Correva l’anno 2007.

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