La redenzione dell’uomo al centro delle riflessioni degli allievi di Ratzinger

Vecchi e nuovi studiosi del pensiero di Benedetto XVI si riuniscono ancora una volta. Quest’anno, il tema è quello della redenzione. Tra i relatori, l’arcivescovo Gaenswein

Un momento della sessione pubblica dello Schuelerkreis dello scorso anno
Foto: Vatican News
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Sarà una riflessione sulla redenzione dell’uomo, quella che porteranno avanti gli allievi di Benedetto XVI nella loro consueta riunione annuale. Per il terzo anno consecutivo, la riunione dello Schuelerkreis – così si chiama il circolo di ex allievi che si è riunito intorno al professor Ratzinger – si terrà nella nuova formula: due giorni a porte chiuse, un simposio pubblico aperto dal Cardinale Kurt Koch, cui Benedetto XVI ha affidato la cura dello Schuelerkreis, e che vedrà anche una conferenza dell’arcivescovo Georg Gaenswein, segretario particolare di Benedetto XVI.

Ancora una volta, dunque, gli ex allievi di Benedetto XVI si riuniscono. È il tempo del cambio generazionale, da loro avviato anni fa quando avevano fondato il Nuovo Schuelerkreis: non studenti del professor Ratzinger, ma studiosi della sua teologia e del suo pensiero, e desiderosi di raccontarlo. Era la nuova generazione, formatasi in maniera quasi miracolosa, perché mai Benedetto XVI aveva voluto fondare una scuola.

La riunione si terrà a Roma dal 16 al 19 settembre, sul tema “Tu m’hai riscattato, o Signore, Dio di verità” (Sal. 31,6) – La questione della redenzione dell’uomo alla luce della fede di Cristo”. Il Simposio pubblico si terrà il 18 settembre, mandato anche in diretta online in tedesco con traduzione simultanea in italiano.

Il Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e responsabile dello Schuelerkreis, interverrà nel saluto iniziale e nelle conclusioni. Ci sarà poi una relazione introduttiva, e tre statements: la professoressa Barbara Hallensleben parlerà della “Soteriologia in considerazione dell’attuale condizione della fede”; il professor Ralph Weiman discuterà “Da cosa siamo redenti? Le premesse antropologiche della soteriologia”; l’arcivescovo Gaenswein presenterà “Il radicamento della soteriologia nella biografia di Joseph Ratzinger”.

La moderazione sarà di Martin Lohman, mentre l’introduzione sarà del professore Michael Schnedier, sj, che dal 1991 al 2017 ha diretto l’istituto per la Storia dei Dogmi e della Liturgia presso l’università filosofico-teologica Sankt-Georgen di Francoforte sul Meno fino al 2018. La sua abilitazione è stata ottenuta con una tesi sull’interpretazioni delle crisi di fede e di vita. Nel 2002, padre Schneieder ha avuto dal patriarca di Antiochia Gregorios III Laham il titolo onorifico di Grande Archimandrita del Patriarcato di Antiochia.

Schneider sarà anche uno dei due relatori alle sessioni a porte chiuse dello Schuelerkreis.

L’altro relatore sarà Jan-Heiner Tück, professore di dogmatica presso l’Istituto di Teologia Sistematica ed Etica presso la Facoltà di Teologia Cattolica a Vienna. È un tomista, che ha anche studiato “L’ambivalenza dell’era moderna alla luce della questione di Dio”. Dal 2006, è editore della rivista cattolica internazionale communio, ed è anche membro della Società Europea di Teologia Cattolica.

Il tema di quest’anno, come al solito approvato da Benedetto XVI, prosegue la riflessione degli allievi di Benedetto XVI, che in questi anni hanno parlato della questione di Dio, di eclisse di DioEuropapersecuzione dei cristiani e rapporti tra Stato e Chiesa, fino al tema del sacerdozio e delle sfide del sacerdozio – e il tema del sacerdozio era cruciale anche nel saggio sugli abusi di Benedetto XVI. Quest’anno, al centro viene messa la questione di Dio, tema anche questo cruciale nel pensiero di Benedetto XVI.

Il Nuovo Schuelerkeis. Quest’ultimo è conta ora circa 30 membri, non solo cattolici, ma anche ortodossi, e sono la nuova generazione di studiosi che non hanno studiato con Ratzinger, ma hanno studiato Ratzinger e ne portano avanti l’eredità. L’evento pubblico, che si svolge per il terzo anno, stato fortemente voluto dai membri dal Ratzinger Schuelerkreis, che si sono costituiti con un loro statuto giuridico.

Tra i membri storici dello Schuelerkreis, un solo italiano, padre Cornelio Zotto, che scrisse sotto la supervisione di Ratzinger una tesi sulla teologia dell’immagine di San Bonaventura. Monsignor Helmut Moll, che l'anno scorso fu chiamato anche come relatore.  E poi, il vescovo Barthelemy Adoukonou, segretario emerito del Pontificio Consiglio della Cultura; il vescovo Hans-Jochen Jaschke, emerito di Amburgo; il redentorista Real Trembaly, il moralista Vincent Twomey, e persino una coreana, Jung-Hi Victoria Kim, che fu autrice a Regensburg di una audace tesi sul confronto tra la “caritas” di Tommaso d’Aquino e lo yen del confucianesimo.

Sono sempre più le tesi di laurea e gli studi su Benedetto XVI. La Fondazione Ratzinger ha preso a radunare un gruppo di dottorandi che studiano il pensiero di Benedetto XVI e che si erano ritrovati nella Biblioteca Ratzinger, nel Campo Santo Teutonico, in Vaticano.

Da quando ha rinunciato al ministero petrino, Benedetto XVI non ha più presieduto gli incontri dello Schuelerkreis, come soleva fare anche da Papa. Nei primi anni, aveva accolto tutti gli ex allievi per una Messa, e poi solo i relatori dello Schuelerkreis per un incontro.

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