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Letture, il libro da leggere di Georg Gänswein a fianco di Ratzinger dal 2003

Un libro che ricorda quello di Carlo Confalonieri su Pio XI

La copertina del libro  |  | Piemme La copertina del libro | | Piemme

Nomi e cognomi, fatti precisi, dialoghi, lettere, email, dichiarazioni: tutto circostanziato, come se fosse filmato, ricostruito: uno degli ultimi  tifoni che hanno investito la quiete e la serenità del monastero Mater Ecclesiae , dove il papa “emerito” vive da anni ormai, è legato al libro del cardinale Robert Sarah, uscito con il nome di Ratzinger sulla copertina. E la sassaiola della polemica e delle fake news  torna a colpire, oltrepassando le mura vaticane, fin sulla soglia ombreggiata dalle fronde di giardini vaticani.

Monsignor Georg Gänswein entra ed esce dalle stanze, assiste agli incontri tra il cardinale e Benedetto, mette in scena e partecipa al dolore che la vicenda diffonde intorno a se’. Forse pensa anche a quel lontano giorno di febbraio, nel  2003 quando l’allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione  per la Dottrina  della fede, chiede a monsignor Georg  di diventare suo segretario privato. "Siamo entrambi provvisori", spiega, con una sottile sfumatura ironica, com’è nel suo stile, e forse pensa, in questo modo, di rendere meno gravoso il compito agli occhi del probabile, futuro segretario. Eppure quella “provvisorietà” è durata praticamente vent’anni. Vent’anni in cui vita personale e storia ricca di eventi straordinari si sono strettamente intrecciati a formare una vicenda unica, che si propone come paradigma essenziale per tentare di comprendere questi tempi così difficili, ma anche aperti a prospettive inedite e colme di aspettative.

Leggiamo questa storia intensa in un libro scritto da monsignor Ganswein, in uscita nei prossimi giorni per le edizioni Piemme, racconto in prima persona, da testimone diretto, e anche da protagonista, in alcuni casi, di quello che è stato il lungo e profondo rapporto di stima, rispetto e affetto tra Ratzinger e  Gänswein.  Sin da quando, nel 2003, il futuro Papa, appunto, nomina segretario personale il giovane sacerdote tedesco. E ancor più dopo l'elezione del cardinale Ratzinger come Benedetto XVI, don Georg ha vissuto costantemente al suo fianco quale suo più stretto collaboratore, ma anche confidente e consigliere, accompagnandolo durante il pontificato e nel tempo successivo alla storica rinuncia del 2013.

Dopo la scomparsa di Benedetto XVI, per l'attuale prefetto della Casa pontificia è sembrato essere arrivato il momento opportuno per  raccontare la propria verità riguardo le bieche calunnie e le oscure manovre che hanno cercato invano di gettare ombre sul magistero e sulle azioni di Benedetto. Tratteggiando così  il vero volto di uno dei più grandi protagonisti degli ultimi decenni, spesso ingiustamente denigrato, frainteso, etichettato, fin dai tempi dei nomignoli  "Panzerkardinal" o "Rottweiler di Dio".

Ne risulta un racconto autentico e schietto, con sincere affermazioni sempre sostenute da una minuziosa ricostruzione di un periodo complesso per la Chiesa cattolica, e non solo, per il mondo intero. Stile giornalistico, certo, anche perché l’autore è stato coadiuvato dalla esperta penna del vaticanista Saverio Gaeta. gli interrogativi su enigmatiche vicende, quali i dossier di Vatileaks e i misteri del caso Orlandi, lo scandalo della pedofilia e i rapporti fra il Papa emerito e il successore Francesco. Ne scaturisce l'intensa testimonianza della grandezza di un uomo di cui è stato scritto che ha vissuto tre esistenze, da cardinale, Pontefice regnante e Pontefice che ha osato affrontare la rinuncia, e che in realtà ha vissuto seguendo un’unica via, quella che guarda a Cristo che ama la sua Chiesa.  Non a caso il suo viene definito da Ganswein "un magistero a tutto tondo cristocentrico".

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Sono infiniti gli episodi che cesellano il racconto, e che delineano l’autentica personalità di Ratzinger. Ecco dunque il “diario” dei mesi che precedono la morte di Giovanni Paolo II e il successivo conclave da cui uscirà eletto proprio il prefetto Ratzinger. Il quale, ci spiega l’autore,  anima una campagna elettorale “al contrario”, come se si sforzasse di convincere suoi eventuali sostenitori a non votarlo assolutamente. Mentre sin dai primi giorni successivi all’elezione cominciano a serpeggiare voci e qualche punta velenosa, quando spunta il famoso diario tenuto durante il conclave da un cardinale  con i voti ottenuti da Ratzinger che indicherebbero una maggioranza non proprio schiacciante. E le assurde accuse di “smania di potere” del neoeletto Pontefice, confutate punto per punto non solo dai testi, dall’intera esistenza, ma anche da tanti, piccoli, grandi squarci di vita quotidiana.

Sfilano davanti agli occhi del lettore quelle giornate "senza fine", fitte di impegni, riflessioni, e di tanta preghiera, e di notti senza sonno. E le domande dei bambini che mandano le loro letterine colme di curiosità e di affetto semplice. E a cui ancora risponde il segretario: il Papa è veramente  appassionato dei film e delle storie di don Camillo e Peppone? Si, lo era molto, lo è sempre stato. Niente scarpe firmate, semplicemente scarpe rosse. O l’amore per i libri, non possessivo, però, perché li regalava e li lasciava spesso in lettura.

La chiarezza, dunque, in questa appassionata e puntuale ricostruzione, nel respingere decisamente accuse e “false ricostruzioni”, rivolte di volta in volta a lui e al Pontefice. Gli scandali, ovviamente. Ma anche la prassi quotidiana. Benedetto XVI non ha mai “blindato” le nomine in posti chiave delle gerarchie con porporati o prelati vicini alle sue posizioni, anzi pensava che fosse positivo avere la presenza di persone e mentalità diverse, per rispondere a chi lo ha accusato anche di questo.

Per quello che riguarda lui, il segretario, il giudizio è netto. Si è tentato continuamente di contrapporre Benedetto e Francesco, in realtà quel che è accaduto è che sono nate due tifoserie contrapposte,  anche se all’origine c’era effettivamente "c’erano due visioni della Chiesa".

Certo, ci sono anche le reazioni più personali. "Restai scioccato e senza parole": cosi descrive  il momento in cui nel 2020 è stato 'congedato' da Papa Francesco da capo della Prefettura della Casa Pontificia, definendosi "un prefetto dimezzato". Parole che già sono state diffuse e fanno rumore, anche perché, secondo una prassi ben descritta dallo stesso autore, vengono estrapolate dal contesto e dunque hanno un effetto ben diverso da quello originario. Caso Orlandi: "Io non ho mai compilato alcunché sul caso Orlandi per cui questo fantomatico dossier non è mai stato reso noto unicamente perché non esiste", replica a tutte quelle indiscrezioni di stampa che gli attribuivano documenti sul caso.

Ancora, "gli spazi personali degli ultimi Pontefici" sono stati "equivalenti a quelli di Francesco nell'appartamento di Santa Marta", sottolinea  "senza alcuna polemica",  ma per spiegare una volta di più, che non era corretto  contrapporre papa Francesco e papa Benedetto persino a cominciare dalla diversa scelta dell'abitazione.

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Le ondate di “oscurità” che hanno cercato di sommergere questo pontificato, ma in fondo sempre si sono abbattute contro tutti i Papi, non hanno vinto, hanno provocato dolore e confusione, ma non hanno vinto. Questo libro lo testimonia con fede, forza e coraggio.

 

Georg Ganswein, con Saverio Gaeta, Nient’altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI, Piemme edizioni, pp.336, euro 20