Letture, il ritorno di Don Camillo, ovviamente Ruini

Un libro colloquio tra il cardinale Camillo Ruini e il politologo Gaetano Quagliariello

Il cardinale Camillo Ruini
Foto: Acistampa
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 Torna  Camillo Ruini e con lui il fantasma del "ruinismo" che molti hanno avversato, con la speranza di averlo definitivamente rottamato, intendendo con ruinismo una sorta di commistione tra politica e un cattolicesimo battagliero, pronto a non retrocedere su alcuni fronti considerati cruciali. Rottamarlo, insomma, per fare spazio, piuttosto, ad un autentico e più maturo cattolicesimo democratico.

In realtà, il discorso si deve far risalire ad orizzonti più vasti, alla constatazione che esiste un'altra genere di libertà, un altro modo di intendere il rapporto tra individuo e Storia, tra uomo e società. Qualcosa che oggi si vorrebbe sottomettere alla dittatura del politically correct, agli schemi con i quali continuamente viene misurato e confinato ogni altro pensiero, magari bollato con i più disprezzati epiteti: tradizionalista, fascista, integralista, retrogrado, razzista ecc ecc.

Esiste invece una libertà che non si accontenta di essere definita secondo i criteri di moda, quelli che vanno per la maggiore. E' una libertà che percorre una strada tutta sua, una libertà che va oltre le libertà sbandierate ogni giorno.  Un libro appena uscito vuole tentare di definire il concetto di questa libertà "altra". Un libro destinato a far discutere, perché vuole puntare il dito "contro i nuovi profeti del paradiso in terra". Ed è infatti questo il sottotitolo del saggio intitolato appunto "Un'altra libertà", scritto a quattro mani, per così dire, da Camillo Ruini e Gaetano Quagliariello,  edito da Rubbettino.  Si tratta del risultato di un dialogo costruito negli anni tra il cardinale Ruini e il professore, nonché politico di lungo  corso, Quagliariello.

Uno dei punti  centrali della lunga riflessione può essere individuato in questo concetto: la crisi del nostro Paese, e dell'intero pensiero occidentale, si radica nella rivendicazione esasperata della libertà individuale, che in realtà,  spiegano gli autori,  non può mai essere puramente tale, perche' invece la libertà vera e' intessuta di relazioni e rapporti con gli altri. "Perciò la cultura dei diritti soggettivi,  se assolutizzata, diventa un'illusione,  anzi, una tragica illusione  che conduce alla negazione degli altri e dei loro diritti e  anche alla negazione di noi stessi,  come avviene appunto nell'eutanasia", spiega il cardinale Ruini.

Con "don Camillo" tornano anche i tanto negletti "principi non negoziabili", che sono tali, spiega ancora il cardinale, "perché se si viene meno rispetto ad essi si compromette l'umanità della persona". E ancora: è necessario non mitizzare neppure la scienza e il progresso,  che non solo positivi in assoluto, sono solo strumenti e come tali vanno considerati, appunto come semplici strumenti al servizio dell'uomo.

Necessario, nello stesso tempo, non cedere alla tentazione di creare una ideologia assolutistica del rispetto dell'ambiente - il nuovo feticcio, la nuova divinità,  a cui correre dietro, con i suoi profeti, come l'adolescente  Greta, diventata quasi un marchio di fabbrica - dell'ideologia gender, dell'eutanasia, appunto. Tutte prese di posizione che non lasciano spazio all'interpretazione. 

Ma a proposito del tanto complesso rapporto tra politica e religione,  Ruini sottolinea come un passaggio fondamentale, in tal senso,  è rappresentato dal discorso pronunciato da Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita a Palermo nel 1995, quando chiari' "che la Chiesa non deve e non intende coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito, ma che ciò non legittima una "diaspora" culturale dei cattolici - un ritenere cioè ogni idea o visione della vita compatibile con la fede - e nemmeno una facile adesione a forze politiche e sociali che si oppongano o non abbiano sufficiente attenzione ai principi e contenuti qualificanti della dottrina sociale della Chiesa".

Non quindi una scelta "partitica", semplicemente,  ma scelte fatte in virtù di quelle circostanze e in sinergia con quelle forze in campo che vivono quotidianamente l'impegno di realizzare il bene della persona e della  comunità.  Difficile, certo, trovare l'equilibrio, e la formula esatta per rendere concreto questo impegno e del resto  Ruini non ha certo mai pensato  che si potessero far risorgere i tempi della Democrazia Cristiana.  Ma neppure sia consentito  permettere che  i cattolici e il loro impegno diventino  una presenza "irrilevante" o facilmente diluibile nel mare aperto  del pensiero relativo.

Camillo Ruini,  Gaetano Quagliariello,  Un'altra libertà,  edizioni Rubbettino,  p 136, euro 15

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