Lotta alla pedofilia, nota di Padre Lombardi

Padre Federico Lombardi
Foto: MM acistampa
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"Le deposizioni del Card. Pell davanti alla Commissione Reale d’inchiesta e la contemporanea assegnazione dell’Oscar per il miglior film a Spotlight, sul ruolo del Boston Globe nel denunciare le coperture dei crimini di numerosi sacerdoti pedofili a Boston (soprattutto negli anni 1960-80), sono state accompagnate da una nuova ondata di attenzione dei media e dell’opinione pubblica sulla questione drammatica degli abusi sessuali su minori, in particolare da parte di membri del clero". E' l'incipit di una lunga nota diffusa stamane da Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa Vaticana, in merito alla vicenda degli abusi sui minori perpetrati da membri del clero australiano su cui nei giorni scorsi il Card. Pell è stato chiamato a deporre.

"La presentazione sensazionalistica di questi due eventi" - ha osservato il Padre gesuita - ha rischiato che si possa far pensare "che nella Chiesa non si sia fatto nulla o assai poco per rispondere a questi drammi orribili e che bisogna ricominciare daccapo. Una considerazione obiettiva mostra che non è così". A Boston, ad esempio "l’Arcidiocesi è governata dal Card. Sean O’Malley, universalmente noto per il suo rigore e la sua saggezza nell’affrontare le questioni degli abusi sessuali, tanto da essere stato nominato dal Papa fra i suoi consiglieri e Presidente della Commissione da lui costituita per la protezione dei minori".

Sulla vicenda australiana Padre Lombardi nota: "Quando il Papa Benedetto XVI si trovava a Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù nel 2008 incontrò un piccolo gruppo di vittime nella stessa sede dell’Arcidiocesi governata dal Card. Pell, dato che la vicenda era già allora di forte attualità e l’Arcivescovo riteneva molto opportuno un tale incontro. Solo per dare un’idea dell’attenzione con cui sono stati seguiti questi problemi, la sola sezione del Sito vaticano dedicata a Abusi su minori. La risposta della Chiesa, avviata circa 10 anni fa, contiene oltre 60 documenti o interventi".

I Papi - prosegue Lombardi - hanno dimostrato coraggio e impegno nell'affrontare "le crisi manifestatesi successivamente in diversi paesi e situazioni – come Stati Uniti, Irlanda, Germania, Belgio e Olanda, Legionari di Cristo. La Lettera di Benedetto XVI ai fedeli irlandesi del marzo 2010 rimane probabilmente il documento di riferimento più eloquente, ben aldilà della sola Irlanda, per comprendere l’atteggiamento e la risposta giuridica, pastorale e spirituale dei Papi a questi drammi della Chiesa del nostro tempo: riconoscimento dei gravi errori commessi e domanda di perdono, attenzione prioritaria e giustizia per le vittime, conversione e purificazione, impegno di prevenzione e rinnovata formazione umana e spirituale".

Sia Papa Benedetto che Francesco hanno incontrato "gruppi di vittime" e "in molti Paesi i risultati dell’impegno di rinnovamento sono confortanti, i casi di abuso sono diventati molto rari e quindi la maggior parte di quelli di cui oggi si tratta e che continuano a venire alla luce appartengono a un passato relativamente lontano di diversi decenni. In altri Paesi, di solito a motivo di situazioni culturali molto diverse e ancora caratterizzate dal silenzio, c’è ancora molto da fare e non mancano resistenze e difficoltà, ma la strada da percorrere è diventata più chiara".

Padre Lombardi sottolinea inoltre come "la costituzione della Commissione per la protezione dei minori indica la maturazione del cammino della Chiesa cattolica. Dopo aver impostato e sviluppato al suo interno una decisa risposta ai problemi di abuso sessuale su minori (da parte di sacerdoti o altri operatori ecclesiali), si pone sistematicamente il problema non solo di come rispondere bene al problema in ogni parte della Chiesa, ma anche di come aiutare più ampiamente le società in cui la Chiesa vive ad affrontare i problemi degli abusi e delle violazioni compiute su minori, dato che – come tutti devono sapere, anche se vi è spesso ancora una notevole ritrosia ad ammetterlo – in ogni parte del mondo la stragrande maggioranza dei casi di abuso non avviene in ambiti ecclesiali, ma fuori di essi (in Asia si può parlare di decine e decine di milioni di minori abusati, non certo in ambito cattolico…)".

La Chiesa sta reagendo "non solo per il suo proprio risanamento, ma anche per mettere a disposizione la sua dura esperienza in questo campo, per arricchire il suo servizio educativo e pastorale alla società intera, che generalmente ha ancora un lungo cammino da fare per rendersi conto della gravità dei problemi e per affrontarli".

Quanto accaduto a Roma negli ultimi giorni - osserva ancora il Direttore della Sala Stampa Vaticana - può essere letto in " prospettiva positiva. Si deve dare atto al Card. Pell di una testimonianza personale dignitosa e coerente da cui risulta una volta di più un quadro obiettivo e lucido degli errori compiuti in molti ambienti ecclesiali (in questo caso in Australia) nei decenni passati. E questa è un’acquisizione non inutile nella prospettiva della comune purificazione della memoria".
Diverse vittime hanno dal canto loro - conclude Padre Lombardi - "dimostrato la disponibilità a stabilire un dialogo costruttivo con lo stesso Cardinale e con il rappresentante della Commissione per la protezione dei minori – il P.Hans Zollner S.I., della Pontificia Università Grgeoriana – con cui hanno approfondito prospettive di impegno efficace per la prevenzione degli abusi".

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