Messe con il popolo da lunedì. Cardinale Bassetti: “Torniamo ad essere famiglia di Dio”

Un videomessaggio del presidente della Conferenza Episcopale Italiana saluta il ritorno delle Messe con concorso di popolo. Le misure di restrizione

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, nel videomessaggio sulla riapertura delle Messe alla partecipazione del popolo
Foto: UCS CEI
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Ci tiene, il cardinale Gualtiero Bassetti, a ricordare che “le nostre chiese sono sempre rimaste aperte”. Ma certo, aggiunge, il ritorno della possibilità di partecipare alla Messa è “ritornare a manifestare il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia”. E, dopo mesi in cui si è rimasti in casa, nella nostra famiglia, è il momento di “tornare ad essere grande famiglia”.

Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana invia un videomessaggio attraverso i canali ufficiali della CEI, in vista della fase 2 della Chiesa italiana nella risposta al coronavirus. C’è la voglia di tornare a partecipare alle Messe, e questa va anche oltre le critiche al protocollo firmato dalla CEI con il governo, che includeva in decreto ministeriale in cui, in maniera insolita, si ricordava che c’era ancora “la dispensa dal precetto domenicale”. E va anche oltre il fatto che il decreto del governo sottolineava che ogni parroco poteva definire il numero di fedeli ammessi alle celebrazioni sulla base degli spazi della chiesa, ma una successiva nota del Ministero degli Interni, uscita due giorni fa, limitava ad un massimo di 200 le persone che potevano partecipare alle celebrazioni.

È tempo, però, di tornare a partecipare all’Eucarestia. Il Cardinale Gualtiero Bassetti lo definisce “un evento importante, un evento di grazia, un evento che vorrei voi coglieste”, perché “l’Eucarestia fa di noi una comunità, una famiglia”, nel desiderio comune di “incontrare Lui” e fare “esperienza di questa forza immensa che ci viene da Lui Risorto, dal Suo Spirito, perché possiamo continuare il nostro cammino”.

Il presidente della CEI sottolinea che il periodo vissuto “non è privo di significato”, una sofferenza che è stata anche difficoltà per “famiglie numerose, con tanti bambini”, nelle quali comunque “non sono mancati la preghiera, l’ascolto attento della Parola di Dio e quel servizio, soprattutto alle persone più anziane, che diventa autentica carità”.

Ma, aggiunge il Cardinale Bassetti, anche se “abbiamo sperimentato il nostro essere Chiesa nella piccola famiglia domestica, dove abbiamo vissuto tanti valori stando gli uni accanto agli altri. Adesso però è il momento di tornare nella grande famiglia”.

Il Cardinale ricorda comunque che “per la salute della nostra anima, ma anche per quella del nostro corpo, dovremo usare tutti quegli accorgimenti che diventano una forma di amore e di rispetto per gli altri”.

Così, il presidente della CEI spiega che “mascherine e contatti ridotti” possono essere “letti simbolicamente come un invito a riscoprire la forza dello sguardo”, e anche la pace non si può scambiare dandosi la mano, ma – come ha detto Papa Francesco, che non ha mai mancato di invitare al segno di pace durante le Messe nel mattino – “lo si può fare anche a distanza con un sorriso, uno sguardo dolce e benevolo, che diventano un modo di comunicare pace, gioia e amore. E così, pur restando a debita distanza, cercheremo di scambiarci la pace”.

Conclude il Cardinale Bassetti: “Lodiamo e ringraziamo il Signore perché siamo di fronte ad un evento grande e importante: la prima Domenica che ci ritroveremo insieme, cantiamo – io lo farò e lo propongo a tutti – il Te Deum che diventa il nostro inno, la nostra lode perfetta alla Santissima Trinità perché tutto ci viene dal cuore di Dio”.

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