Migrantes: "Creiamo una società dell'incontro"

Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni
Foto: Marco Mancini Acistampa
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Migranti e rifugiati “ci chiedono di costruire una società fatta di incontro, così come ci chiede il Papa”. Ne è convinto Mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes commentando il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “Migranti e rifugiati ci interpellano”.

“Questa festa dell’incontro – spiega Perego ad Acistampa – passa attraverso il rispetto delle persone, dell’inclusione, dell’accoglienza e dell’integrazione. La sfida dell’incontro è forse la sfida principale a cui Papa Francesco ci invita”.

“In Italia – prosegue il Direttore di Migrantes – da un lato c’è una immigrazione economica che si è fermata mentre sta crescendo l’emigrazione dei giovani italiani: 101mila ragazzi hanno lasciato il nostro Paese. Abbiamo anche 100mila tra richiedenti asilo e rifugiati che sono in fuga principalmente dal Medio Oriente e dal Corno d’Africa. L’Italia è chiamata ad affrontare la protezione internazionale con una politica dell’accoglienza che non sia emergenziale ma strutturale. L’Europa non si è dimostrata pronta di fronte ad un milione di rifugiati: ha dimostrato la sua debolezza di fronte ad un diritto fondamentale quale quello della migrazione”.

“Sentiamo il grido dell’umanità sofferente – aggiunge ad Acistampa Mons. Guerino Di Tora, Vescovo ausiliare di Roma e Presidente  della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana – quello migratorio è un fenomeno mondiale, non solo europeo. C’è il desiderio di poter costituire una umanità nuova. L’Europa dovrebbe rispondere facendo propria la posizione del Papa: con accoglienza ed integrazione. Dietro le migrazioni ci sono esseri umani. Questo problema deve essere visto nel contesto umano e non economico. Le persone vanno accolte per quelle che sono e per quello che possono dare”.

“L’appello del Papa alle parrocchie – spiega ancora Mons. Di Tora – per l’accoglienza è stata una intuizione geniale: non un discorso teorico ma l’espressione di concretezza! Come Cei abbiamo dato linee direttive attraverso le quali tutte le diocesi italiane si stanno muovendo. Vedo tante parrocchie già all’opera. Ma l’idea dell’accoglienza che il Papa ci propone non è solo materiale, è la messa in atto della parola del Buon Samaratino raccontata da Gesù nel Vangelo”.

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