Monsignor Sorrentino: "Carlo Acutis e il suo amore per i poveri, come San Francesco"

Intervista al Vescovo di Assisi. Ecco cos'è il Premio internazionale Francesco di Assisi e Carlo Acutis

Monsignor Sorrentino e Carlo Acutis, ottobre 2020
Foto: Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino
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Tra le tante qualità che contraddistinsero il giovane Beato Carlo Acutis c'è sicuramente il suo amore per i poveri. Come San Francesco. Ed è per questo che uno dei "frutti" della beatificazione di Carlo, lo scorso ottobre, è stato il Premio internazionale “Francesco di Assisi e Carlo Acutis". Il premio, che si terrà sabato 15 maggio, sarà assegnato all’Istituto Serafico di Assisi in occasione del 150° anniversario della sua fondazione. La due giorni si chiuderà domenica 16 maggio alle ore 11 nel Santuario della Spogliazione-Chiesa di Santa Maria Maggiore dove si terrà la celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia. A raccontarci di più è il Vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, Monsignor Domenico Sorrentino.

Quella di Carlo Acutis e San Francesco è "un'economia della fraternità". Come si può realizzare a favore dei poveri e degli invisibili?

Il modello a cui Francesco guardava, e che deve restare sempre davanti agli occhi della Chiesa, è quello della prima comunità cristiana di Gerusalemme. Ci viene detto che, tra quei primi discepoli di Cristo, non c’erano poveri, perché si era adottato un criterio di condivisione dei beni. Ci si sentiva davvero fratelli e sorelle, e per questo si sentiva il dovere di sostenersi l’un l’altro. Al tempo stesso, si chiedeva a tutti di dare il proprio contributo. Non era una carità solo assistenziale, ma una fraternità generativa, in cui ciascuno doveva dare il suo contributo di lavoro, di ingegno, di creatività. Come realizzare qualcosa del genere nell’economia contemporanea? La dottrina sociale della Chiesa dà importanti indicazioni. Occorre immettere negli ingranaggi dell’efficienza il valore della solidarietà, evitando di mirare al solo profitto economico, e perseguendo il vero benessere per tutti, mettendo i più poveri al centro dell’attenzione. Non mancano nel nostro mondo imprese e realtà di vario tipo che si ispirano a questo ideale. Devono moltiplicarsi. Occorre far circolare le idee e le esperienze migliori, per incoraggiare un cambiamento globale. Il Premio intende dare un piccolo contributo in questo senso.

Il premio sarà assegnato sabato all'Istituto Serafico di Assisi in occasione del 150esimo anno della sua fondazione. Perchè questo istituto è importante per Assisi?

Esso esprime pienamente gli ideali che fondano il Premio. Fondato da un vero francescano, San Ludovico da Casoria, esso si pose a servizio di categorie molto svantaggiate, come i ciechi e i sordomuti, e col tempo è diventato sempre di più un istituto specializzato per ragazzi affetti da gravi e multiple disabilità. La società dell’efficienza non è abbastanza attenta a queste categorie. Talvolta pare le consideri un peso. Al Serafico esse sono invece al centro di una grande esperienza di amore. Non soltanto vengono accompagnate con estrema competenza, ma sono circondate di grande affetto. L’organizzazione dell’istituto poi mette insieme il rigore amministrativo con l’attenzione alle dinamiche sociali del lavoro e ai diritti dei lavoratori. C’è infine un grande sostegno di benefattori, che danno il loro contributo a quest’opera davvero “fraterna”. È un fiore all’occhiello della nostra Chiesa.

Carlo Acutis. Sono previste altre iniziative per lui in Assisi? Come sta proseguendo l'esempio di questo piccolo grande beato nella città di San Francesco?

Il nome di Carlo Acutis figura anche nell’intitolazione del premio. E questo perché, negli atteggiamenti e nei valori che lo contraddistinsero, egli spicca anche per l’amore ai poveri. Viene sottolineato dai biografi che non si limitava all’elemosina, ma si apriva all’amicizia dei poveri. In questo senso, anche la dimensione economica può trovare in lui, oltre che in Francesco, un ispiratore. La sua spiritualità così semplice, giovanile, eucaristica, sta attraendo tante persone nel mondo. Il fatto che il suo corpo sia conservato nel Santuario della spogliazione unisce la sua testimonianza a quella di San Francesco. Ci auguriamo non lontana la sua canonizzazione.

Monsignore ci saranno "altri frutti?" in questa direzione?

Sarà presto diffuso un bando di concorso, aperto a tutte le realtà previste dallo Statuto del premio, con speciale attenzione alle regioni più povere del mondo. Adeguatamente pubblicizzato, sarà consultabile sul sito del Santuario. Le candidature saranno sottoposte all’esame di un comitato valutativo. Nella festa del Santuario (intorno al 15 maggio) dell’anno venturo, sarà attribuito il secondo premio, che avrà – oltre gli aspetti simbolici (il “mantello” di Francesco e una targa) – anche un consistente valore in denaro, a sostegno delle attività premiate. La somma del premio sarà frutto della generosità di sostenitori che vogliono coinvolgersi in questo itinerario di promozione mondiale dell’economia della fraternità.

 

 

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