Nicaragua, il Cardinale Zuppi: "L'arresto del vescovo di Matagalpa, un atto gravissimo"

Nota del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che esprime vicinanza ai vescovi del Nicaragua dopo l'arresto del vescovo Alvarez"

La polizia Nicaraguense blocca il vescovo di Matagalpa
Foto: Vatican News
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L'arresto del vescovo Alvarez di Matagalpa, in Nicaragua, è un "atto gravissimo", che non solo deve tenere alta l'attenzione su quello che accade contro i cristiani, ma che colpisce anche i diritti umani. Il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, fa avere, a nome dei vescovi italiani, la sua vicinanza ai vescovi del Nicaragua in una lettera inviata all'arcivescovo Herrera, presidente dei vescovi dello Stato centro-americano.
 
L'iniziativa di Zuppi non è isolata. Ieri, il Cardinale Omella, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, aveva avuto una iniziativa simile, e c'è da immaginare che altre conferenze episcopali prenderanno posizione. D'altronde, ormai la virulenza anticristiana della presidenza Ortega in Nicaragua è arrivata al limite, con l'arresto di un vescovo - e di seminaristi e altri sacerdoti che erano con lui - molto popolare, avvenuto dopo una escalation di invasioni della sua privacy, e anche la chiusura dei canali televisivi diocesani. 
 
Il punto di rottura, in realtà, si era avuto con l'espulsione del nunzio nel Paese, l'arcivescovo Waldemar Sommertag, che pure aveva avviato un dialogo difficile con il governo, specialmente per la liberazione dei prigionieri politici, dopo che era fallito il dialogo nazionale cui i vescovi avevano inizialmente partecipato come mediatori. Ortega li aveva poi accusati di essere agenti del nemico, ed erano cominciati gli attacchi, le violenze, persino le percosse ai vescovi. 
 
Il Cardinale Zuppi,  nella sua lettera, sottotlinea che "con sgomento e incredulità riceviamo notizie delle dure persecuzioni che il popolo di Dio e i suoi pastori stanno subendo a motivo della fedeltà al Vangelo della giustizia e della pace".

 

"Nelle ultime settimane - aggiunge il presidente CEI -  abbiamo seguito con preoccupazione le decisioni assunte del governo nei confronti della comunità cristiana, attuate anche attraverso l’uso della forza ad opera delle forze militari e di polizia. Ultimamente abbiamo appreso dell’arresto di S.E. Mons. Rolando José Álvarez Lagos, Vescovo di Matagalpa, insieme ad altre persone, tra cui sacerdoti, seminaristi e laici".

 

È un "atto gravissimo, che non ci lascia insensibili e che ci induce a tenere alta l’attenzione su quanto accade a questi nostri fratelli nella fede", e che è avvenuto in circostanze e conesti che "destano particolare apprensione non solo perché prendono di mira i cristiani a cui è impedito il legittimo esercizio del proprio credo, ma perché si inseriscono in un momento in cui i più elementari diritti umani appaiono fortemente minacciati".

 

Il presidente e i vescovi della CEI, dunque, si uniscono "alle richieste della comunità internazionale, che hanno trovato voce anche nelle recenti dichiarazioni del Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, António Guterres. Chiediamo pertanto ai responsabili politici di garantire la libertà di culto e di opinione non solo agli esponenti della Chiesa Cattolica, ma a tutti cittadini".

 

Conclude Zuppi, rivolgendosi all'arcivescovo Herrera: "A te, ai confratelli nell’Episcopato, a tutti i credenti e a tutti i cittadini del caro Nicaragua, assicuriamo la nostra preghiera e la nostra costante attenzione agli eventi che li riguardano in questo momento di particolare sofferenza".

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