Papa Francesco: "Capire il peccato è un dono di Dio, è un'opera dello Spirito Santo"

Continuano le catechesi del Papa sulle Beatitudini. Oggi Francesco ci parla della seconda

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Papa Francesco, nell'Udienza Generale odierna, si concentra sulla seconda delle Beatitudini.

In Aula Paolo VI, il Pontefice inizia così la catechesi: "Questo pianto, nelle Scritture, può avere due aspetti: il primo è per la morte o per la sofferenza di qualcuno. L’altro aspetto sono le lacrime per il peccato, quando il cuore sanguina per il dolore di avere offeso Dio e il prossimo".

Francesco parla ai fedeli del "dono delle lacrime". "Si può amare in maniera fredda? Si può amare per funzione, per dovere? Certamente no.  Ci sono degli afflitti da consolare, ma talvolta ci sono pure dei consolati da affliggere, da risvegliare, che hanno un cuore di pietra e hanno disimparato a piangere", spiega Francesco.

Il secondo significato di questa Beatitudine è anche quello di "piangere per il peccato". "C’è chi piange per il male fatto, per il bene omesso e per il tradimento del rapporto con Dio - commenta Francesco - questo è il pianto per non aver amato, che sgorga dall’avere a cuore la vita altrui. Questo è il tema dei propri errori da affrontare, difficile ma vitale. Pensiamo al pianto di san Pietro, che lo porterà a un amore nuovo e molto più vero, un pianto che rinnova, Pietro guardò Gesù e pianse, a differenza di Giuda, che non accettò di aver sbagliato e si suicidò. Capire il peccato è un dono di Dio, è un’opera dello Spirito Santo".

"Dio sempre perdona, anche i peccati più brutti, sempre. Il problema siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono, Lui è lì per perdonare", ricorda infine a tutti Francesco.

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