Papa Francesco, "c'è un oceano nascosto di bene che ci fa sperare nel dialogo"

Papa Francesco commenta la nascita del comitato per l'applicazione del documento sulla Fratellanza Universale

Papa Francesco e il Grande Imam di al Azhar firmano il documento sulla Fratellanza Umana, Abu Dhabi, 4 febbraio 2019
Foto: Vatican Media / ACI Group
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La nascita di un comitato per l'implementazione del Documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e il Grande Imam di al Azhar ad Abu Dhabi è, secondo Papa Francesco, parte "un oceano nascosto di bene che cresce e che ci fa sperare nel dialogo, nella conoscenza reciproca, nella possibilità di costruire, insieme ai credenti di altre fedi e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, un mondo di fraternità e di pace".

Il commento di Papa Francesco è stato diffuso attraverso una dichiarazione di Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Bruni aggiunge che il Santo Padre incoraggia il lavoro del Comitato per la diffusione del Documento, ringrazia gli Emirati Arabi Uniti per l’impegno concreto in favore della fratellanza umana e si augura che iniziative simili possano moltiplicarsi nel mondo".

In una intervista con Vatican News, l'arcivescovo Miguel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha sottolineato che "la creazione di questo Comitato superiore è un atto significativo. Si tratta infatti, come si legge nel comunicato che ne annuncia la nascita, di promuovere gli ideali contenuti nel Documento sulla Fratellanza Umana perché è "una dichiarazione di comune impegno a unire l’umanità e lavorare per la pace nel mondo al fine di assicurare che le generazioni future possano vivere in un clima di rispetto reciproco e sana convivenza". Obiettivo questo veramente nobile!"

Il documento è diventato parte dei doni che Papa Francesco consegna ai capi di Stato che vanno a fargli visita, insieme alla sua enciclica Laudato Si e alle sue esortazioni apostoliche, nonché al messaggio per la Giornata Mondiale della Pace.

Il documento di Abu Dhabi era stato firmato da Papa Francesco e dal grande imam di Al Azhar Ahmed al Tayyb, ed era parte di un percorso di avvicinamento della Santa Sede al mondo sunnita e di un lavoro portato avanti dall’Islam sunnita su vari temi, come quello della cittadinanza.

Secondo il comunicato che ha lanciato il Comitato, la dichiarazione di Abu Dhabi è “una dichiarazione comune d’impegno a unire l’umanità e lavorare per la pace nel mondo al fine di assicurare che le generazioni future possano vivere in un clima di rispetto reciproco e di sana convivenza.

Per parte cattolica, membri del comitato sono l’arcivescovo Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ;e monsignor Yoannis Lahzi Gaid, segretario personale di Papa Francesco. Gli altri membri sono

Mohamed Hussein Mahrasawi, rettore dell’Università Al-Azhar; il giudice Mohamed Mahmoud Abdel Salam, consigliere del Grande Imam; Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente del Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi; Sultan Faisal Al Rumaithi, segretario generale del Consiglio Musulmano degli anziani; e lo scrittore Yasser Hareb Al Muhairi. 

Il documento è stato adottato anche a Mindanaonelle Filippine, dove da tempo c'è un conflitto in corso. L'impatto del documento è stato tale che il Cardinale Rafael Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, ha caldeggiato che se ne firmi uno simile con l'Islam sciita durante il previsto viaggio di Papa Francesco in Iraq nel 2020. 

 

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