Papa Francesco dal volo per Panama: andrò in Giappone, spero di andare in Iraq

Papa Francesco parla con i giornalisti durante il volo verso Panama, 23 gennaio 2019. Alla sua sinistra, Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Non è ancora arrivato un annuncio ufficiale, ma il Papa lo ha anticipato, informalmente, ad una giornalista giapponese durante il suo volo verso Panama: a novembre, Papa Francesco sarà in Giappone.

Nelle conversazioni con i giornalisti, Papa Francesco ha anche parlato della sua volontà di andare in Iraq, e del fatto che per ora il viaggio è sconsigliato dai vescovi. Prima della partenza, Papa Francesco ha anche incontrato dei rifugiati ospitati dal Centro Pedro Arrupe nella Domus Sanctae Marthae.

Papa Francesco ha parlato del viaggio in Giappone rivolgendosi ad una collega dell’agenzia giapponese Kyoda: “Andrò in Giappone a novembre, preparati”. Il viaggio in Giappone, già annunciato dal Papa ad una delegazione religiosa del Paese lo scorso anno, non potrebbe comunque avvenire prima di quella data, per via delle lunghe procedure per l’abdicazione dell’imperatore e l’insediamento del successore.

Alessandro Gisotti, direttore ad interime della Sala Stampa della Santa Sede, ha poi affermato che “il Viaggio Apostolico in Giappone è in fase di studio. Come il Santo Padre ha già detto in altre occasioni, il suo desiderio di recarsi in questo Paese è grande”.

Al Papa è stato anche chiesto di un possibile viaggio in Iraq, Paese visitato dal Cardinale Pietro Parolin per Natale. “Vorrei andarci, ma sono i vescovi ad avermi detto che non è il momento giusto. Ho l’impressione che stiano discutendo tra loro, per questo ho mandato il Segretario di Stato. Andrò quando sarà possibile”, ha detto Papa Francesco. Di ritorno dal viaggio in Iraq, il Cardinale Parolin aveva affermato che non c’erano ancora le condizioni per un viaggio nel Paese.

Gisotti ha poi commentato che “in merito ad una possibile visita in Iraq, come già affermato anche dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, di ritorno dalla sua visita dello scorso dicembre nel Paese, non ci sono al momento le condizioni per una visita del Santo Padre”

Anche il tema delle migrazioni è affrontato nelle conversazioni informali con i giornalisti. Commentando i muri per fermare i migranti a Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, Papa Francesco ha affermato che “è la paura che ci rende pazzi”.

Papa Francesco ha anche parlato di Makkox, un bambino del Mali morto nel grande naufragio del 2015, che aveva cucita la sua pagella con ottimi voti nella giacca: sperava che quello sarebbe stato il passaporto dell’Europa. Papa Francesco ha voluto mettere da parte il disegno, riservandosi di mostrarlo sulla conferenza stampa del volo di ritorno che lo riporterà a Roma dopo la GMG.

Durante i saluti del volo, è stato presentato anche il direttore ad interim della Sala Stampa, Alessandro Gisotti, al primo viaggio in questa veste. Papa Francesco ha anche chiesto un minuto di silenzio per il giornalista russo Alexi Bukalov, corrispondente storico della agenzia russa Tass, recentemente scomparso.

Prima di arrivare a Fiumicino, Papa Francesco aveva salutato a Casa Santa Marta, dove risiede, otto profughi provenienti da Tagikistan, Egitto, Salvador e Venezuela, giovani tra i 13 e 17 anni ospitati al Centro Pedro Arrupe di Roma, gestito dal Centro Astalli. I giovani frequentano scuole medie e superiori a Roma. Il Centro Astalli, in una nota, ha descritto l’incontro come “un momento coinvolgente in cui papa Francesco si è messo generosamente all'ascolto dei ragazzi”.

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