Papa Francesco: "Dio guarda le mani di chi prega, bisogna astenersi da azioni malvage"

"Oggi e la prossima settimana vogliamo vedere come, grazie a Gesù Cristo, la preghiera ci spalanca alla Trinità, al mare immenso di Dio Amore". Il tema di oggi dell'Udienza Generale

Papa Francesco
Foto: Vatican Media / ACI group
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"Oggi e la prossima settimana vogliamo vedere come, grazie a Gesù Cristo, la preghiera ci spalanca alla Trinità, al mare immenso di Dio Amore". E' lo stesso Papa Francesco che presenta il tema odierno della catechesi nell'Udienza Generale in diretta streaming dal Palazzo Apostolico.

"Noi davvero non sapevamo come si potesse pregare: quali parole, quali sentimenti e quali linguaggi fossero appropriati per Dio. In quella richiesta rivolta dai discepoli al Maestro, che spesso abbiamo ricordato nel corso di queste catechesi, c’è tutto il brancolamento dell’uomo, i suoi ripetuti tentativi, spesso falliti, di rivolgersi al Creatore: Signore, insegnaci a pregare", dice il Papa.

Per il Pontefice "non tutte le preghiere sono uguali, e non tutte sono convenienti: la Bibbia stessa ci attesta il cattivo esito di tante preghiere, che vengono respinte". "Dio guarda le mani di chi prega: per renderle pure non bisogna lavarle, semmai bisogna astenersi da azioni malvage", ne è convinto Francesco.

"Dialogare con Dio è una grazia: noi non ne siamo degni, non abbiamo alcun diritto da accampare, zoppichiamo con ogni parola e ogni pensiero… Però Gesù è una porta che si apre", conferma il Papa.

"Un Dio che ama l’uomo, noi non avremmo mai avuto il coraggio di crederlo, se non avessimo conosciuto Gesù. Quale Dio è disposto a morire per gli uomini? - commenta Francesco - Soprattutto era lungi da noi credere che questo amore divino si sarebbe dilatato, approdando sulla nostra sponda umana: siamo il termine di un amore che non trova eguali sulla terra".

 

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