Papa Francesco e Hilarion, un incontro per portare avanti il dialogo culturale

Uno dei recenti incontri privati tra Papa Francesco e il metropolita Hilarion
Foto: Vatican Media / ACI Group
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L’Icona del Crofisso di Dionisj arriverà direttamente a Roma dalla Russia, per la prima volta. Lo ha annunciato il metropolita Hilarion, a capo del Dipartimento delle Relazioni Estere del Patriarcato di Mosca, parlando di fronte a Papa Francesco nella mattina.

Il metropolita Hilarion era con la delegazione russa e quella della Conferenza Episcopale Italiana che si sono riunite gli scorsi giorni nell’ambito del Forum delle Società Civili di Russia e Italia. L’annuncio dell’arrivo dell’icona, insieme ad altre 20 icone che saranno esposte in autunno nel Braccio di Carlo Magno, sul lato della Basilica Vaticana, certifica la particolare “diplomazia dell’arte e delle reliquie” che è diventata il principale strumento del dialogo cattolico ortodosso.

Parlando nell’incontro con la CEI, il metropolita Hilarion aveva già fatto sapere che la traslazione delle reliquie di San Nicola in Russia aveva fatto più per l’ecumenismo che il dialogo teologico. E proprio questo pomeriggio, nel Palazzo Lateranense, si apre la mostra “I nuovi martiri e confessori della Chiesa ortodossa russa”, alla presenza del Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e il metropolita Tikhon di Pskov.

Si inserisce in questo contesto di rinnovati rapporti anche il secondo incontro del Forum Civile che dal 2013 include anche le delegazioni religiose, e che nel 2017 ha visto il primo incontro tra CEI e Patriarcato, a Mosca e alla presenza del Patriarca Kirill.

L'intervento di Papa Francesco, a braccio, ha toccato anche temi politici. "Davanti a voi - ha detto Papa Francesco in un intervento a braccio -  vorrei ribadire, e in special modo davanti a te caro fratello, che la Chiesa cattolica mai permetterà che dai suoi nasca un atteggiamento di divisione. Mai ci permetteremo di fare questo. Non lo voglio. In Russia c’è un solo Patriarcato, il vostro. Noi non ne avremo un altro".

Il riferimento è alla struttura della Chiesa cattolica in Russia, che da sempre - da quando ha ricostituito la sua gerarchia durante il comunismo - ha chiamato le diocesi con il nome delle Chiese di riferimento, mentre l'esarcato per i fedeli di rito bizantino è vacante.

Papa Francesco ha anche affrontato il tema dell'autocefalia richiesta da due Chiese ortodosse indipendenti in Ucraina. Sebbene il Patriarcato di Mosca accusi la Chiesa Greco Cattolica Ucraina di spingere per la costituzione di una ulteriore Chiesa autocefala con base in Ucraina, l'arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk si è in realtà limitato a "valutare positivamente" questo eventuale passo, riconoscendo che si tratta di un "affare interno alle Chiese ortodosse".  

Papa Francesco ha detto: "Le Chiese cattoliche non devono immischiarsi nelle cose interne della Chiesa Ortodossa Russa, neppure nelle cose politiche. Questo è il mio atteggiamento e l’atteggiamento della Santa Sede oggi, e coloro che si immischiano non obbediscono alla Santa Sede".

Nel suo intervento di fronte il Papa, riportato dal SIRil metropolita Hilarion ha sottolineato che nel mondo diviso “non si può sottovalutare il ruolo pacificatore e umanitario delle Chiese”, e che “il campo della cultura, con la sua lingua universale, gode di una enorme potenzialità per la comune testimonianza delle Chiese sui valori universali di pace, di amore, di misericordia e perdono”.

Nel suo discorso, il metropolita ha ripreso anche alcuni dei temi che ha sviluppato il 28 maggio nell’incontro con la CEI: le nuove aperture a seguito dell’incontro all’Avana tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill e l’importanza della traslazione delle reliquie di San Nicola.

L’arrivo a Roma dell’icona del Crocifisso, dell’allievo di Sant’Andreij Rublev Dionisij, si inserisce in questo percorso di dialogo culturale. L’icona, una delle più importanti reliquie per il mondo ortodosso, lascerà per la prima volta la Russia, e arriverà insieme ad altre venti icone della Galleria Treijtakov”.

Perché le reliquie – ha sottolineato il metropolita – possono avere un ruolo importante nel dialogo ecumenico, permettendo anche di conoscere storia e tradizioni della Chiesa e del popolo dove sono custodite e venerate.

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha ribadito nel suo saluto il ruolo pacificatore delle religioni, perché “in un mondo che ci vorrebbe divisi, i cristiani possono essere segno di unità e artigiani di pace”.

Articolo aggiornato alle ore 6.24 del 31 maggio con le parole di Papa Francesco.

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