Papa Francesco e il presidente Biden, un lungo colloquio privato

Una ora e 15 a porte chiuse, con l’ausilio di un traduttore, per Papa Francesco e Biden. I temi del bilaterale in Segreteria di Stato

Papa Francesco e Joe Biden al termine dell'incontro, Palazzo Apostolico Vaticano, 29 ottobre 2021
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Basso profilo diplomatico, alto profilo umano. Papa Francesco e il presidente Joe Biden chiacchierano a porte chiuse per circa una ora e un quarto (con l’ausilio del traduttore), e i temi del colloquio restano riservati, anche se si può presumere che si sia toccato anche il lato umano della relazione, visto che Papa Francesco non fece mancare di far sentire la sua vicinanza a Biden per la morte del figlio Beau per cancro al cervello nel 2015, incontrando la famiglia dell’allora vicepresidente personalmente a margine del suo viaggio negli Stati Uniti nel 2015. Tra l’altro, i video diffusi da Vatican News dopo l’incontro testimoniano un clima disteso, anche scherzoso, tra Biden e il Papa, con il primo che ha anche raccontato la storia di un giocatore di baseball.

Dal punto di vista diplomatico, invece, i doni che si sono scambiati i due raccontano di un profilo basso, quasi a voler testimoniare più una relazione personale che una diplomatica. È stato invece molto lungo l’incontro in Segreteria di Stato, a testimoniare che di temi da discutere (dall’Afghanistan alle migrazioni, passando anche per la posizione pro-choice di Biden e del suo partito sull’aborto) ce ne erano.

Fatto sta che, dopo l’incontro, il Papa fa i regali consueti: i documenti papali, il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace firmato dal Papa la mattina, il Documento sulla Fraternità Umana e il volume della Statio Orbis del 27 marzo 2020, che è entrato da poco tra i regali del Papa, a testimoniare che vuole che il suo messaggio in tempo di pandemia sia sottolineato. E poi, un dipinto su ceramica, chiamato il pellegrino.

Biden invece porta una casula di lana tessuta a mano, commissionata a Gammarelli e da allora utilizzata dai Gesuiti negli Stati Uniti, nonché una donazione di abiti invernali alle attività caritatevoli del Papa per celebrare la Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra il prossimo 14 novembre. Uno scambio di doni breve, così come l’incontro con la delegazione.

Quindi, l’incontro in Segreteria di Stato, con il Cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Paul Richard Gallagher. Per quanto riguarda il bilaterale con la Segreteria di Stato, un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede sottolinea che “nel corso dei cordiali colloqui ci si soffermati sul comune impegno nella protezione e nella cura del pianeta, sulla situazione sanitaria e la lotta contro la pandemia di Covid-19, nonché sul tema dei rifugiati e dell’assistenza ai migranti”.

Il comunicato sottolinea anche che “non si è mancato di fare riferimento anche alla tutela dei diritti umani, incluso il diritto alla libertà religiosa e di coscienza”. Tema fondamentale, questo, se si pensa a come l'amministrazione Obama aveva messo a rischio la libertà di coscienza con l'Obamacare. Così come la tutela dei diritti umani può includere anche una conversazione sull'aborto, tema sul quale i segnali del Papa sono stati inequivocabili negli ultimi giornibasta ricordare la benedizione della campana "La voce dei non nati". 

Infine, “i colloqui hanno permesso uno scambio di vedute su alcune questioni attinenti all’attualità internazionale, anche nel quadro dell’imminente vertice del G20 a Roma, e alla promozione della pace nel mondo tramite il negoziato politico”.

Uno scambio di vedute abbastanza ampio, che testimonia anche la volontà di portare avanti una collaborazione su temi comuni, al di là delle divergenze. In particolare, il riferimento al negoziato politico è un argomento caro alla Segreteria di Stato vaticana.

Secondo alcuni media statunitensi Biden avrebbe detto che il Papa lo avrebbe definito "un buon cattolico" e gli avrebbe confermato di poter ricevere l' Eucarestia. Non ci sono al momento conferme dal Vaticano di questa affermazione. Il problema nasce dal sostegno di Biden alla possibilità di abortire, cosa che lo metterebbe in condizione di non ricevere l' Eucarestia

 

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