Papa Francesco: "Il cristiano non può rinunciare a sognare che il mondo cambi in meglio"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Oggi in Occidente “si torna ad erigere muri, invece di costruire ponti. Si tende ad essere chiusi, invece che aperti all’altro diverso da noi. Cresce l’indifferenza, piuttosto che il desiderio di prendere iniziativa per un cambiamento. Prevale un senso di paura sulla fiducia nel futuro. E ci domandiamo se” dal 1968 a oggi “il mondo sia diventato più abitabile”.  Lo scrive il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin - a nome di Papa Francesco - nel messaggio inviato in occasione del XXXIX Meeting per l’amicizia fra i popoli che si svolge a Rimini. 

Per rispondere alle esigenze di cambiamento il cristiano non deve cadere nello gnosticismo e nel neopelagianesimo, né deve “ritirarsi dal mondo per non rischiare di sbagliare e per conservare alla fede una sorta di purezza incontaminata, perché una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di muovere la storia, come recita il titolo del Meeting”.

Il cristiano - scrive ancora il Segretario di Stato - non può rinunciare a sognare che il mondo cambi in meglio. È ragionevole sognarlo, perché alla radice di questa certezza c’è la convinzione profonda che Cristo è l’inizio del mondo nuovo”.

Nessuna rivoluzione - aggiunge il Cardinale Parolin a nome del Papa - può soddisfare il cuore dell’uomo. Solo Dio, che ci ha fatti con un desiderio infinito, lo può riempire della sua presenza infinita; per questo si è fatto uomo: affinché gli uomini possano incontrare Colui che salva e compie il desiderio di giorni felici”.

Il Papa auspica che - conclude il Cardinale Segretario di Stato - il Meeting sia “occasione per approfondire o per accogliere l’invito del Signore Gesù: venite e vedrete. E questa la forza che, mentre libera l’uomo dalla schiavitù dei falsi infiniti, che promettono felicità senza poterla assicurare, lo rende protagonista nuovo sulla scena del mondo, chiamato a fare della storia il luogo dell’incontro dei figli di Dio col loro Padre e dei fratelli tra loro”.

 

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