Papa Francesco, “impariamo dall’esempio di Santa Bakhita”

Papa Francesco durante l'udienza con la Galileo Foundation, Sala del Concistoro, 8 febbraio 2019
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Ricevendo i membri della Galileo Foundation, Papa Francesco ha ricordato l’impegno per la tratta di esseri umani e ricordato l’immagine di Santa Bakhita, che fu schiava lei stessa, sottolineando che “la sua santità di vita è un richiamo non solo ad affrontare con maggiore determinazione le moderne forme di schiavitù”. 

Il riferimento non è casuale. La Galileo Foundation è stata fondata nel 2016 da John McCaffrey, che dal 2015 era il fundraiser delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali e che ha costituito la fondazione con lo scopo di destinare alle pontificie accademie risorse, nonché di aiutare il dialogo ecumenico tra cattolici e anglicani, ma anche a restaurare la nunziatura in Irlanda. E, dall’inizio del pontificato, Papa Francesco ha chiesto alla Pontificia Accademia delle Scienze di concentrarsi particolarmente sul tema del traffico di esseri umani: oggi è la Giornata di Preghiera per le vittime della tratta.

Nel suo intervento introduttivo, McCaffrey ha anche informalmente confermato il viaggio di Papa Francesco in Giappone a novembre. 

Parlando con i membri della Fondazione, Papa Francesco incoraggia il ruolo dei laici che svolgono “un prezioso ruolo nel far conoscere il messaggio salvifico del Vangelo” e incoraggia i membri della fondazione “ad andare avanti nell’offrire con generosità una testimonianza così importante”.

Papa Francesco sottolinea in particolare il contributo “per aumentare la consapevolezza sulla situazione di coloro che soffrono povertà e sfruttamento, specialmente di quanti sono prigionieri del crimine del traffico di esseri umani”, che è “un compito essenziale per i cristiani di oggi”.

Papa Francesco nota che “non è una coincidenza “il fatto che ci incontriamo nella festa di Santa Giuseppina Bakhita, patrona delle vittime della tratta di esseri umani”, santa che “ conobbe per dolorosa esperienza personale la realtà della schiavitù e le sue conseguenze violente e umilianti”, e che però “per grazia di Dio, lei arrivò a conoscere la vera libertà e la vera gioia”.

Nota Papa Francesco che la santità di vita di Bakhita non è solo un invito ad affrontare con determinazione le moderne forme di schiavitù, che sono “ferita aperta nel corpo della società, una piaga nella carne di Cristo e un crimine contro l’umanità”, ma anche a imparare dal suo grande esempio di dedicazione “ai poveri con tenerezza, delicatezza e compassione”.

Il Papa chiede poi a tutti, nei progetti che stanno preparando, di essere comunque radicati nella preghiera.

 

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