Papa Francesco in aereo: dialogo interreligioso e lotta contro la violenza sulle donne

Papa Francesco in volo da Abu Dhabi a Roma
Foto: Ed Pentin/ EWTN
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“Anche se è nascosta la dignità emerge sempre”. Papa Francesco si dice entusiasta della modernità delle città degli Emirati, degli sviluppi di un “paese che guarda il futuro” e aperto, con un “un islamismo aperto, non chiuso, di dialogo, un islamismo fraterno e di pace”.

Le prime impressioni del Papa al rientro dal viaggio negli Emirati Arabi Uniti è questa. Aggiunge: “per me molto toccante è stato l’incontro con i saggi” e “sono stato colpito pure del convegno interreligioso” e ha ricordato il convegno dello scorso anno dedicato al dramma della pedofilia nei media, “la pedopornografia oggi è un’industria che da tanti soldi, e approfittano dei bambini e questo paese se ne è accorto da tanto tempo”.

E a proposito di dialogo il Papa ha detto che il documento congiunto firmato ad Abu Dhabi “è stato preparato con tanta riflessione e anche pregando” perché  “c’è un solo pericolo grande, in questo momento: la distruzione, la guerra, l’odio tra noi” e il testo “nasce dalla fede in Dio che è padre di tutti e padre della pace e condanna ogni distruzione, ogni terrorismo”.

A proposito delle guerre che straziano le popolazioni della regione, soprattuto lo Yemen Papa Francesco ha sottolineato: “ho trovato buona volontà per avviare processi di pace”.

Sul rischio rilevato dal alcuni media di una strumentalizzazione da parte islamica del viaggio il Papa dice: “mi accusano di farmi strumentalizzare da tutti, anche dai giornalisti. E’ parte del lavoro, ma una cosa voglio dirla. Dal punto di vista cattolico il documento non si è schiodato di un millimetro dal Vaticano II” e del resto “gli storici dicono che perché un Concilio abbia radici nella Chiesa ci vogliono cento anni, siamo a metà strada”.

A proposito della cristianofobia poi il Papa spiega: “anche il documento condanna la violenza e alcuni gruppi che si dicono islamici, i saggi dicono che non è l’islamismo, perseguitano i cristiani”.

E a proposito del prossimo viaggio in Marocco il Papa spiega la intenzione di andare a Marrakech alla Conferenza dell’Onu sulle migrazioni, rimandata per ragioni protocollari ma “in Marocco seguo le tracce di san Giovanni Paolo II che è stato il primo ad andare. Sarà un viaggio gradevole. Poi sono arrivati inviti di altri Paesi islamici ma non c’è tempo quest’anno. Io o l’altro Pietro, qualcuno ci andrà”.

Lasciato il tema del viaggio il Papa ha risposte a domande su altri temi.

Sul fronte della crisi in Venezuela il Papa ricorda la mediazione Argentina-Cile  che “fu un atto coraggioso di Giovanni Paolo II che ha evitato una guerra” e aggiunge: “ perché si faccia un ultimo passo, una mediazione, ci vuole la volontà di ambedue le parti... se le parti lo chiedono, siamo sempre disposti”.

Altro tema affrontato quello degli abusi sulle donne e sulle consacrate in particolare . “Io oserei dire - ha detto Papa Francesco - che l’umanità ancora non ha maturato: la donna è considerata di “seconda classe”. Cominciamo da qui: è un problema culturale. Poi si arriva fino ai femminicidi. Ci sono dei Paesi in cui il maltrattamento delle donne arriva al femminicidio”.

Poi aggiunge “dentro la Chiesa ci sono stati dei chierici che hanno fatto questo. In alcune civilizzazioni in modo più forte che in altri. Non che lo fanno tutti. Ci sono stati sacerdoti e anche vescovi che hanno fatto quello. E io credo che si faccia ancora, non è che dal momento in cui tu te ne accorgi, finisce. La cosa va avanti così. È da tempo stiamo lavorando in questo. Abbiamo sospeso qualche chierico, mandato via, e anche - non so se è finito il processo - abbiamo sciolto qualche congregazione religiosa femminile che era molto legata questo ad una corruzione. Si deve fare qualcosa di più? Sì. Abbiamo la volontà? Sì. Ma è un cammino che viene da lontano.

Papa Benedetto ha avuto il coraggio di sciogliere una congregazione femminile che aveva un certo livello, perché c’era entrata questa schiavitù delle donne persino sessuale, da parte dei chierici o del fondatore. A volte il fondatore toglie la libertà alle suore, può arrivare a questo. Vorrei sottolineare che Benedetto XVI ha avuto il coraggio di fare tante cose su questo tema”.

Poi Francesco racconta un aneddoto. “Lui ( l’allora cardinale Ratzinger ndr) aveva tutte le carte su una organizzazione religiosa che aveva dentro corruzione sessuale ed economica. Lui provava a parlarne e c’erano dei filtri, non poteva arrivare. Alla fine il Papa, con la voglia di vedere la verità, ha fatto una riunione e Joseph Ratzinger che è andato con la cartella e tutte le sue carte. Quando è tornato, ha detto al suo segretario: mettila nell’archivio, ha vinto l’altro partito. Non dobbiamo scandalizzarci per questo, sono passi di un processo. Ma appena diventato Papa, la prima cosa che ha detto è stata: portami dall’archivio questo. Il folklore lo fa come tanto buono, buono, un pezzo di pane è più cattivo di lui, ma anche come debole, ma di debole non ha niente, è stato un uomo forte e su questo vogliamo andare avanti.... ci sono casi in alcune congregazioni, alcune nuove, e in alcune regioni più di altre. Stiamo lavorando”.

 

 

 

 

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