Papa Francesco: "La teologia nasce e cresce in ginocchio"

Udienza del Papa ai membri della Commissione Teologica Internazionale, in occasione del 50/mo anniversario della fondazione

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Papa Francesco ha incontrato stamane i membri della Commissione Teologica Internazionale, in occasione del 50/mo anniversario della fondazione.

Dopo aver ricordato il messaggio del Papa emerito Benedetto XVI, Francesco ha sottolineato come la Commissione abbia “ mostrato come la pratica della sinodalità, tradizionale ma sempre da rinnovare, è l’attuazione, nella storia del Popolo di Dio in cammino, della Chiesa come mistero di comunione, a immagine della comunione trinitaria. La sinodalità è uno stile, è camminare insieme, ed è quanto il Signore si attende dalla Chiesa del terzo millennio”.

Dopo aver sottolineato come la libertà religiosa sia per “l’essere umano un diritto incomparabile”, Francesco ha criticato la concezione “di uno Stato eticamente neutro, che, in una liquidità ambigua, pure rischia di portare a un’ingiusta emarginazione delle religioni dalla vita civile a scapito del bene comune. Il rispetto sincero della libertà religiosa, coltivato in un proficuo dialogo tra Stato e religioni, e tra le religioni stesse, è invece un grande contributo al bene di tutti e alla pace”.

Questa commissione - ha ricordato ancora il Pontefice - è composta da teologi provenienti da varie culture: siete “mediatori tra la fede e le culture, e prendete parte in questo modo alla missione essenziale della Chiesa: l’evangelizzazione. Avete, nei confronti del Vangelo, una missione generatrice: siete chiamati a far venire alla luce il Vangelo”.

“Vi ponete in ascolto - ha aggiunto il Papa - di ciò che lo Spirito dice oggi alle Chiese nelle diverse culture per portare alla luce aspetti sempre nuovi dell’inesauribile mistero di Cristo. A questo è chiamata la teologia: non è disquisizione cattedratica sulla vita, ma incarnazione della fede nella vita”.

“Per fare una buona teologia - ha ricordato il Pontefice - non bisogna mai dimenticare due dimensioni per essa costitutive. La prima è la vita spirituale: solo nella preghiera umile e costante, nell’apertura allo Spirito Santo si può intendere e tradurre il Verbo e fare la volontà del Padre. La teologia nasce e cresce in ginocchio! La seconda dimensione è la vita ecclesiale: sentire nella Chiesa e con la Chiesa. Non si fa teologia da individui, ma nella comunità, al servizio di tutti, per diffondere il gusto buono del Vangelo ai fratelli e alle sorelle del proprio tempo, sempre con dolcezza e rispetto”.

“Il teologo - ha concluso parlando a braccio - deve andare avanti, deve studiare, deve anche andare alle cose che non sono chiare e rischiare nella discussione. Ma questo fra i teologi: al popolo di Dio dare il pasto solido della fede, non alimentare il popolo di Dio con questioni disputate. Al popolo sempre pasto solido, che alimenta la fede".

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