Papa Francesco: "La Trinità ama il mondo nonostante i suoi peccati"

Il Pontefice invita tutti a seguire le norme per evitare un nuovo diffondersi del coronavirus

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI Group
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“L’azione delle tre Persone divine è tutta un unico disegno d’amore che salva l’umanità e il mondo. E’ un disegno di salvezza, Dio ha creato il mondo buono e bello, ma il mondo è segnato dal male e dalla corruzione, noi uomini e donne siamo peccatori, tutti; pertanto, Dio potrebbe intervenire per giudicare il mondo, per distruggere il male e castigare i peccatori. Invece, Egli ama il mondo, nonostante i suoi peccati; Dio ama ciascuno di noi anche quando sbagliamo e ci allontaniamo da Lui. Dio Padre ama talmente il mondo che, per salvarlo, dona ciò che ha di più prezioso: il Figlio unigenito, il quale dà la sua vita per gli uomini, risorge, torna al Padre e insieme a Lui manda lo Spirito Santo. La Trinità è dunque Amore, tutta al servizio del mondo, che vuole salvare e ricreare”. Lo ha detto il Papa, stamane, in occasione della Santissima Trinità, introducendo la preghiera dell’Angelus.

La festa di oggi – ha spiegato Francesco - ci invita a lasciarci nuovamente affascinare dalla bellezza di Dio; bellezza, bontà e verità inesauribile. Ma anche umile, vicina, che si è fatta carne per entrare nella nostra vita, nella nostra storia, perché ogni uomo e donna possa incontrarla e avere la vita eterna. E questo è la fede: accogliere Dio-Amore che si dona in Cristo, lasciarsi incontrare da Lui e confidare in Lui. Questa è la vita cristiana, cercare Dio e Lui ci cerca per primo.”.

Salutando i pellegrini in Piazza San Pietro, il Papa ha osservato come questa presenza “è segno che in Italia la fase acuta dell’epidemia è superata – attenti a non cantare vittoria prima - anche se rimane la necessità di seguire con cura le norme vigenti perché ci aiutano a evitare il virus vada avanti, sempre con le prescrizioni che ci danno le autorità. Ma purtroppo in altri Paesi il virus sta facendo ancora tante vittime. Desidero esprimere la mia vicinanza a quelle popolazioni, ai malati e ai loro familiari, e a tutti coloro che se ne prendono cura”.

Infine il Pontefice ha ricordato che giugno è il mese dedicato al Cuore di Gesù che è “la fonte dove sempre possiamo attingere la misericordia, il perdono, la tenerezza di Dio. Possiamo farlo soffermandoci su un passo del Vangelo, sentendo che al centro di ogni gesto, di ogni parola di Gesù c’è l’amore, l’amore del Padre. E possiamo farlo adorando l’Eucaristia, dove questo amore è presente nel Sacramento. Allora anche il nostro cuore, a poco a poco, diventerà più paziente, più generoso, più misericordioso”.

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