Piacenza: volete essere preti moderni ed ecologisti? State di più in confessionale

Un volume di archivio della Penitenzieria apostolica
Foto: www.penitenzieria.va
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“Trent’anni sono già una storia importante; ben poca cosa rispetto alla bimillenaria storia della Chiesa, ma trent’anni dicono un bisogno reale e permanente”.

Con queste parole il Penitenziere maggiore il cardinale Mauro Piacenza ha aperto il XXX Corso sul Foro interno della Penitenziaria Apostolica.

Quattro giornate di studio per approfondire le urgenze del ministero della Confessione e per comprendere come esercitare al meglio la misericordia.

Dopo la Lectio Magistralis del cardinale Mauro Piacenza: Per un'ecologia dell'anima, si prosegue con la presentazione della Penitenzieria Apostolica: Tribunale di Misericordia al servizio della vita della Chiesa di  Mons. Krzysztof Nykiel – Reggente della Penitenzieria Apostolica. Si passa al diritto con, le censure canoniche: identità e prospettive per una corretta pastorale. Irregolarità e impedimenti all'attenzione del confessore e del penitente di Mons. Juan Ignacio Arrieta – Prelato Canonista della Penitenzieria Apostolica. Nei giorni successivi si parlerà dei doveri e diritti dei penitenti, delle categorie e condizioni particolari di penitenti, della confessione e direzione spiriutale nel cammino verso la santità e di come incentivare la corretta e fruttuosa celebrazione del sacramento della Riconciliazione nelle nostre comunità e anche di Pedofilia, efebofilia, omosessualità e altre situazioni. Come aiutare le persone? Venerdì 29 marzo il corso si conclude con la udienza dal Papa e la Celebrazione Penitenziale presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro.

“L’ecologia dell’anima, che altro non è se non un aspetto essenziale della più ampia “ecologia dell’uomo” ha detto il Penitenziere maggiore.

E citando Benedetto XVI ha aggiunto: “Anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere. L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli rispetta la natura, la ascolta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana”.

Tre i punti della Lectio del cardinale. La necessità di purificazione: “L’uomo di ogni tempo fa esperienza del male intorno a sé e del male in sé e, in questi ultimi cinquant’anni, con un’accentuazione negli ultimi venti, per la prima volta l’umanità intera vive un’esperienza mai affrontata prima: quella dell’amplificazione del male attraverso i mezzi di comunicazione, la televisione prima ed internet poi”. Si tratta di  precise strategie di svilimento della ragione e della volontà umane a resistere e a lottare contro il male” ma  “noi sappiamo che solo il Cristianesimo, ancora oggi, offre una risposta esaustiva al mistero del male nel mondo, non tanto attraverso la sua spiegazione razionale – anche –, quanto piuttosto attraverso la sua libera assunzione da parte del Dio fatto Uomo”.

E aggiunge: “ Che ci sia una pervasività del male in atto nel mondo mi pare fuori discussione.... Il mondo, nel suo insieme, sembra avvolto da una rete di male più volte denunciata dal Santo Padre Francesco, quando ha affermato che stiamo vivendo una “terza guerra mondiale a pezzi”, dove, non di rado, alla violenza delle bombe tradizionali si sostituisce la violenza dell’alta finanza, capace di rovinare interi paesi, generando fame, distruzione e violenza”.

Il problema è che l’uomo contemporaneo, non parla più di “peccato”, ma di “errore”. Una operazione suicida: “ attribuisce unicamente a se stesso la responsabilità dei propri atti negativi, escludendo l’esistenza di un peccato originale e la conseguente inclinazione al male, alla quale siamo chiamati a resistere, ma che siamo chiamati umilmente a riconoscere, ed escluendo la presenza e l’aiuto di Dio e della sua grazia, l’uomo contemporaneo si auto-condanna ad una drammatica solitudine nel proprio male”.

Così nella società “all’obbedienza alla verità e al bene, come criteri di giudizio dell’agire umano, si va sostituendo, in maniera sempre più plateale, il criterio relativistico della “coerenza””.  Di fatto così “non c’è alcuno spazio per la misericordia, perché l’incoerenza, che altro non è se non un aspetto del peccato del mondo, assurge ad unico criterio di giudizio, pertanto a causa unica di inappellabile condanna”. Ma, spiega Piacenza, “Perseguire un’autentica ecologia dell’anima, segno dell’ecologia integrale dell’uomo, significa anzitutto riconoscere umilmente la causa del disordine. Non è pensabile purificare le acque di un fiume torbido, senza riconoscere la causa dell’intorbidimento, senza comprendere quali aziende versino prodotti inquinanti nelle acque e dunque a quali interventi sia necessario ricorrere”. Ed ecco che  ogni singola assoluzione sacramentale costituisce il più grande contributo che si possa dare all’ecologia umana, all’ecologia dell’anima e, attraverso di esse, all’ecologia del mondo e dell’universo. Volete essere davvero preti moderni ed ecologisti? State di più in confessionale!

E anche se il sacerdote è infedele, un monstrum dal punto di vista teologico, una “possibilità impossibile”, “tuttavia «a questo monstrum non è concessa tanta forza da poter distruggere l’opera di Cristo e l’esistenza della sua Chiesa» ; in questo consiste l’essenza dell’ex opere operato!

E conclude il cardinale “ non possiamo conoscere stanchezze nella nostra opera di confessori, e questo perché in tale ministero, si realizza compiutamente innanzitutto la nostra conformazione a Cristo e, con essa, quell’edificazione della Chiesa, che è il presupposto necessario ed indispensabile per l’edificazione del Regno”.

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