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Presentato in Vaticano il Documento per la Tappa Continentale del Sinodo sulla Sinodalità

Una sintesi delle risposte inviate dalle consultazioni del Popolo di Dio attraverso le Conferenze Episcopali
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Non è un Istrumentum laboris dice il cardinale gesuita Hollerich, ma di fatto ha la stessa modalità di "produzione" la vera differenza è che si tratta di un distillato di quello che alcuni nelle parrocchie e nei movimenti hanno detto e offerto come riflessione alle Conferenze episcopali.

Si tratta del Documento per la Tappa Continentale del Sinodo sulla Sinodalità, sul tema: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”.

Il Documento per la Tappa Continentale è frutto delle Sintesi risultanti dalla consultazione del Popolo di Dio nella prima fase del processo sinodale e sarà al centro del tempo di ascolto, dialogo e discernimento delle Assemblee Sinodali Continentali (gennaio-marzo 2023). 

Complessivamente alla Segreteria del Sinodo sono pervenute le sintesi di 112 su 114 Conferenze episcopali (non si può sapere quali)e di tutte le 15 Chiese orientali cattoliche, a cui si aggiungono le riflessioni di 17 su 23 dicasteri della Curia Romana, oltre a quelle dei superiori religiosi (USG/UISG), degli istituti di vita consacrata e società di vita apostolica, di associazioni e movimenti di fedeli laici.

La presentazione alle stampa specializzata questa mattina è stata fatta dai cardinali Mario Grech, Jean-Claude Hollerich, S.I. da Anna Rowlands, da  Padre Giacomo Costa, S.I. e Mons. Piero Coda.

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Le citazioni, molte nel testo, sono state scelte perché esprimono in modo particolarmente potente, felice o preciso un modo di sentire che ricorre in molte sintesi. 

La Prima Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, si svolgerà dal 4 al 29 ottobre 2023, ce ne sarà un' altra un anno dopo per volere del Papa, un modo per creare, sio dice,  una "Chiesa sinodale". 

Nel documento c'è anche la opinione di chi non è del tutto convinto del metodo tanto che- si legge nel testo - "assai frequentemente è stato espresso il timore che l’enfasi sulla sinodalità possa premere per l’adozione all’interno della Chiesa di meccanismi e procedure imperniati sul principio di maggioranza di tipo democratico".

Un problema comune nel cammino sinodale è lo "scandalo degli abusi compiuti da membri del clero o da persone con un incarico ecclesiale: in primo luogo e soprattutto gli abusi su minori e persone vulnerabili, ma anche quelli di altro genere (spirituali, sessuali, economici, di autorità, di coscienza)". Ma c'è anche attenzione per la "solitudine e all’isolamento di molti membri del clero, che non si sentono ascoltati, sostenuti e apprezzati: forse una delle voci meno evidenti nelle sintesi è proprio quella di sacerdoti e vescovi che parlano di sé e della propria esperienza di camminare insieme ". 

Uno spazio anche per le conseguenze della guerra in Ucraina dalla Chiesa greco-cattolica ucraina: fa parte della sinodalità "studiare il fenomeno della migrazione femminile e offrire un sostegno alle donne di differenti classi di età; prestare particolare attenzione alle donne che decidono di abortire a causa della paura della povertà materiale e del rifiuto da parte delle famiglie in Ucraina; promuovere un’opera educativa tra le donne che sono chiamate a compiere una scelta responsabile quando si trovano ad attraversare un momento difficile della loro vita, con lo scopo di preservare e proteggere la vita dei nascituri e prevenire il ricorso all’aborto; prendersi cura delle donne con una sindrome post-abortiva". 

Tornano le questioni annose della partecipazione alla vita sacramentale di omosessuali e divorziati risposati ed appare la dizione "persone che vivono in un matrimonio poligamico".

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Tra i temi proposti anche il ruolo della Chiesa nello spazio pubblico, in particolare in relazione ai processi di peace-building e riconciliazione. In società estremamente polarizzate questo è considerato una parte integrante della missione della Chiesa.

Sottolineata anche la necessità di formazione sia del clero che dei laici per poter "mettere a frutto" il battesimo. Una attenzione al ruolo delle donne nei processi decisionali, questione del resto aperta nella società prima ancora che nella vita ecclesiale. 

Una parte importante è dedicata a liturgia e sacramenti perché l’Eucaristia è già, in sé stessa, “sorgente e vertice” del dinamismo sinodale della Chiesa.

E si legge nel documento: "Molte sintesi danno voce anche al dolore di non poter accedere ai Sacramenti che provano i divorziati risposati e coloro che hanno contratto un matrimonio poligamico. Non c’è unanimità su come affrontare queste situazioni: 'Viene negata la possibilità di ricevere la Santa Comunione ai divorziati risposati, che esprimono dolore per questa esclusione. Alcuni ritengono che la Chiesa dovrebbe essere più flessibile, mentre altri pensano che questa prassi vada mantenuta' (CE Malaysia)". Sembra che alcune parti del Popolo di Dio abbia ancora una profonda necessità di formazione.  

Una nota a margine: nel testo e nelle risposte si confondono i significati di Chiesa con Curia, o Chiesa Gerarchia con Popolo di Dio. Se tutti i battezzati sono "Chiesa" da chi non si sentono ascoltati ? 

Il testo integrale del documento si può leggere nel sito del Sinodo, e i testi degli interventi sul sito della Sala Stampa della Santa Sede. Per ora si tratta solo di una fase di ascolto.

Da ricordare che Papa Francesco il primo novembre alle 15 ora di Roma si collegherà con studenti delle università africane come già è avvenuto a febbraio del 2022 per gli studenti dell' America Latina, per parlare di "costruite ponti". L'evento è organizzato dalla Pontificia Commissione per l' America Latina.