Quest’anno gli allievi di Ratzinger parleranno di come si evolve la dottrina

Scelto il tema del Ratzinger Schuelerkreis di quest’anno. Per il quarto anno, si tiene con la formula nuova che include un simposio pubblico

Un momento del simposio del Ratzinger Schuelerkreis del 2021
Foto: EWTN Deutsch
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Gli allievi di Benedetto XVI e i giovani studenti della sua opera si incontreranno dal 22 al 25 settembre a Roma per il consueto appuntamento annuale, che per il quarto anno include un simposio pubblico dopo la discussione privata. Il tema è preso da un passo della lettera ai Corinzi (Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso” 1 Cor 11,23) ed ha come sottotitolo “Verità vincolanti e sviluppo della dottrina della Chiesa” Un tema straordinariamente attuale.

Come di consueto, saranno due le relazioni che si terranno durante la riunione a porte chiuse.

I relatori sono il professor Mauro Gagliardi e il professor Stefanos Athanasiou.

Mauro Gagliardi, teologo dogmatico, ha all’attivo cinque volumi più una serie innumerevoli di articoli in varie riviste scientifiche. Benedetto XVI lo nominò nel 2008 consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e nel 2010 consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Ahtthanasiou, tedesco nonostante il nome greco, ha anche insegnato “Dogmatica Ortodossa ed Etica, e ha varie esperienze accademiche in tuto il mondo. attualmente insegna a Berna ed è studioso in visita dell’Istituto di Biomedica Etica e Storia della Medicina dell’Università di Zurigo, in Svizzera.

Il 25 settembre, invece, ci sarà il Simposio pubblico all’Augustinianum a Roma. Dopo il saluto e l’introduzione del Cardinale Kurt Koch, che è il coordinatore dello Schuelerkreis, il vescovo Rudolf Voderholzer di Ratisbona parlerà sul tema:

“Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l‘assistenza dello Spirito Santo (Dei Verbum). La questione dello sviluppo della dottrina nella Chiesa cattolica sulla base del Concilio Vaticano II”.

Quindi, monsignor Markus Graulich parlerà “Tradizione dottrinale e giuridica in equilibrio tra fedeltà e cambiamento”, e padre Uwe Michael Lang si soffermerà su “Preghiamo i nostri padri perché crediamo come essi hanno creduto: lex credendi – lex orandi”.

Infine, monsignor Helmut Moll, che fu relatore dello Schuelerkreis nel 2017, parlerà della “Radici della teologia e del pensiero di Joseph Ratzinger”. Le conclusioni sono affidate al Cardinale Koch.

Da dove viene il Ratzinger Schuelerkreis? Quando Joseph Ratzinger fu nominato arcivescovo di Monaco, i suoi ex studenti chiesero di continuare a vedersi per sviluppare insieme le riflessioni cominciate. Ratzinger acconsentì. Si creò così un Circolo di ex allievi, coordinato da padre Stephan Horn, salvatoriano, che di Ratzinger era stato assistente universitario.

Sebbene Ratzinger non abbia mai voluto fondare una scuola teologica, le riunioni con il professore divennero presto un appuntamento fisso e atteso.

Nel 1981, Ratzinger fu chiamato a Roma come prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, gli incontri continuarono. E fu così anche quando fu eletto Papa.

Quando, poi Benedetto XVI, rinunciò al pontificato, gli incontri dello Schuelerkreis sono continuati, anche senza la presenza del maestro, che nei primi anni soleva incontrare i membri dell’incontro e celebrare Messa con loro.

Nel frattempo, si era creato un “Nuovo Schuelerkreis”, fatto non più dagli studenti di Benedetto XVI , ma da studenti che si erano formati sul pensiero di Benedetto XVI.

Quatttro anni fa, il vecchio e il nuovo Schuelerkreis hanno dato vita a un nuovo modo di incontrarsi: un simposio pubblico, da tenersi ogni anno, per rendere vivo e presente il pensiero del Maestro e diffonderlo anche nella società. Guida di questo nuovo gruppo è il Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

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