Riforma della Curia, la bozza consegnata a Papa Francesco a settembre?

Il briefing sul Consiglio dei Cardinali tenuto dal vescovo Semeraro e dal direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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La speranza è di consegnare la bozza della nuova costituzione della Curia a Papa Francesco a settembre. Ma per ora, si sta ancora lavorando sul testo, e non è detto che i tempi siano rispettati. Poi, sarà Papa Francesco a dover rivedere il testo, “passarlo” al vaglio del Pontificio Consiglio dei Testi Legislativi e per alcuni aspetti alla Congregazione della Dottrina della Fede.

Insomma, ci vuole ancora tempo per una definizione della riforma della Curia. Lo spiega il vescovo Marcello Semeraro di Albano, segretario del Consiglio del Cardinali, che in un briefing in Sala Stampa della Santa Sede ha fatto il punto della situazione del lavoro di riforma.

La bozza della nuova costituzione apostolica che andrà a regolare funzioni e compiti della Curia si chiama Praedicate Evangelium, anche se il titolo viene considerato provvisorio. Il vescovo Semeraro sottolinea che “non è un titolo inventato, viene direttamente dal Vangelo”, e mette in luce che il testo deve tenere in considerazione di “un mondo che cambia”.

“Dobbiamo renderci conto che non siamo più in un mondo che ha una struttura di cristianità nel quale basta fare attenzione alla dottrina. Bisogna fare attenzione soprattutto all’annuncio. Un annuncio che porta gioia”, afferma il segretario del Consiglio dei Cardinali.

Indirettamente, si confermano così le indiscrezioni che parlano di un dicastero missionario che accorperà la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e che dovrebbe essere di rango più importante della Congregazione della Dottrina della Fede. Il vescovo Semeraro però ci tiene a sottolineare che tutti i testi sono in discussione, pur sottolineando che l’ispirazione della Costituzione viene dall’Evangelii Gaudium, l’esortazione apostolica di Papa Francesco che fa un po’ da linea guida per il pontificato.

Tutti i pareri vengono vagliati dal Consiglio dei Cardinali, c’è un “faldone di 200 pagine” che “Papa Francesco vuole che siano discusse integralmente dal Consiglio” secondo uno spirito di collegialità”.

Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, sottolinea che la risposta della consultazione mondiale è stata “importante nella qualità e nella quantità”, e il segretario aggiunto Marco Mellino durante quest’ultima riunione “ha illustrato le proposte e i suggerimenti al Papa e al Consiglio secondo un ordine di carattere generale, le questioni fondamentali da risolvere all’esame del testo e le questioni più specifiche”.

Si è, però, ancora alle questioni generali, spiega il vescovo Semeraro, e per questo non sono da escludere “correttivi”. Secondo le indiscrezioni, la bozza prevede anche un Dicastero della Carità che sarebbe una “elevazione” di rango dell’ufficio dell’Elemosiniere Pontificio e una particolare enfasi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per quanto riguarda le risposte, i dicasteri della Curia hanno fatto tutti avere un feedback, così come le pontificie università a Roma, mentre non tutte le conferenze episcopali hanno risposto e non tutte hanno ricevuto il testo.

Durante quest’ultima riunione, monsignor Pio Vito Pinto, presidente della Rota Romana, ha tenuto una riflessione sull’attività dei dicasteri che hanno competenza giuridica.

La prossima riunione del Consiglio è prevista dal 17 al 19 settembre. È stato chiarito, però, che il Consiglio dei Cardinali non si chiuderà con la promulgazione della nuova costituzione apostolica, ma continuerà ad assistere il Papa nel governo della Chiesa.

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