Sacro Collegio, possibile un concistoro entro la fine del 2021

A fine anno i Cardinali elettori saranno 120, ma nel corso del 2022 altri 10 porporati diventeranno ottantenni perdendo il diritto di voto in un futuro conclave

Il Papa durante il concistoro del 2019
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Entro la fine dell’anno i Cardinali con meno di 80 anni, e quindi elettori in un futuro conclave, saranno 120, il numero massimo stabilito da Paolo VI e confermato da Giovanni Paolo II. Il prossimo 7 novembre il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo emerito di Milano, compirà 80 anni diventando non elettore.

Nonostante ciò il Papa potrebbe decidere di tenere entro la fine del 2021 un concistoro mantenendo così la cadenza annuale che dall’inizio del pontificato vede Francesco convocare, appunto, un concistoro ogni anno. L’ultimo risale al 28 novembre 2020 quando ha creato 13 cardinali, di cui 9 elettori. Complessivamente in 7 concistori Papa Francesco ha assegnato 101 berrette rosse.

Va considerato inoltre il fatto che nel corso del 2022 saranno 10 i cardinali che compiranno 80 anni, perdendo il diritto di voto in un futuro conclave e precisamente i Cardinali Ezzati Andrello, Bassetti, Blazquez Perez, Rivera Carrera, Rosa Chavez, Salazar Gomez, Bertello, Ravasi, Vingt-Trois e Maradiaga.

In Curia quasi scontata l’elevazione alla dignità cardinalizia per il Prefetto della Congregazione per il Clero, il sudcoreano Lazzaro You Heung-sik e per il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, l’inglese Artur Roche. Probabile anche la porpora per lo spagnolo Vergez Alzaga, appena nominato Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Tra i presuli italiani che possono aspirare alla porpora figurano Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, e Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo. Ha possibilità anche Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli. Difficilmente sarà scelto invece Marco Tasca, Arcivescovo di Genova. Il suo predecessore – il Cardinale Angelo Bagnasco – è ancora un elettore.

Caso a se la Francia che dall’inizio del pontificato di Papa Francesco non ha ricevuto alcuna porpora se si esclude quella assegnata a Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Le tradizionali sedi cardinalizie francesi – Bordeaux, Marsiglia, Parigi e Lione – sono guidate tutte da Arcivescovi senza porpora. Tre delle quattro sedi citate – ad eccezione di Marsiglia – hanno comunque un Arcivescovo emerito Cardinale elettore.

Anche la Spagna non dovrebbe vedere nuovi innesti nel Sacro Collegio: ne fanno già parte gli Arcivescovi di Madrid, Valencia, Barcellona e Valladolid ma ne è escluso l’Arcivescovo di Toledo, che è Primate di Spagna. Altre diocesi tradizionalmente cardinalizie risultano assenti dalla “geografia elettorale” del collegio cardinalizio: su tutte spiccano Cracovia ed Armagh.

Il Nordamerica – Canada e Stati Uniti – non dovrebbe essere coinvolto: sono già Cardinali gli Arcivescovi di Washington, New York, Chicago, Galveston-Houston, Newark, Toronto e Quebec. A loro vanno aggiunti tre curiali (uno statunitense e due canadesi): i Cardinali Farrell, Czerny e Ouellet.

In Sudamerica, invece, possibile berretta rossa per l’Arcivescovo di Belo Horizonte e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana Walmor Oliveira de Azevedo. Più defilata la posizione dell’Arcivescovo di Lima Carlos Gustavo Castillo Mattasoglio, per il quale vale la stessa osservazione sollevata per Genova: il suo predecessore, Cardinale Cipriani Thorne, è ancora un elettore.  

Molto probabile anche la designazione di almeno un presule africano: nel 2021 sono stati ben tre i Cardinali africani che hanno compiuto 80 anni, perdendo così il diritto di voto in un futuro conclave. L’Arcivescovo di Dakar Benjamin Ndiaye, l’Arcivescovo di Durban Mandla Siegfried Jwara e l’Arcivescovo di Djuba – Sud Sudan - Stephen Ameyu Mulla figurano tra le possibili scelte di Papa Francesco. 

Se il Papa guardasse all’Oceania, l’Australia sarebbe favorita non avendo nessun cardinale elettore. In lizza vi sono l’Arcivescovo di Melbourne Comensoli e l’Arcivescovo di Sydney Fisher.

L’Asia conta oggi 25 porporati, di cui 15 elettori. A parte la probabile creazione del sudcoreano curiale Lazzaro You Heung-sik, non dovrebbero esserci sostanziali novità.

Resta, comunque, indiscutibile il fatto – dimostrato in ogni concistoro di Papa Francesco – della imprevedibilità delle scelte: il Papa guarda relativamente poco alle tradizionali diocesi cardinalizie, scegliendo spesso presuli alla guida di chiese locali non storicamente cardinalizie: tra i casi più noti si possono citare quello del Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo – ora emerito – di Agrigento; del Cardinale Anders Arborelius, Vescovo di Stoccolma; del Cardinale Patrick D’Rozario, Arcivescovo – ora emerito – di Dacca; del Cardinale Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangoon; del Cardinale Alberto Suarez Inda, Arcivescovo – ora emerito – di Morelia.

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