Santa Sede – Vietnam, verso un rappresentante permanente ad Hanoi

Monsignor Camilleri con il viceministro degli Esteri vietnamita Bui Thanh Son durante l'incontro bilaterale Vietnam Santa Sede
Foto: Twitter @@MOFAVietNam
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Il Vietnam è uno dei 13 Paesi al mondo che non ha piene relazioni diplomatiche con la Santa Sede, sebbene dal 2011 ci sia un rappresentante pontificio non residente. Ma nel prossimo futuro ci sarà un rappresentante permanente, un passaggio fondamentale per stabilire piene relazioni. Lo si legge nel comunicato arrivato al termine dell’incontro del tavolo di lavoro Vietnam – Santa Sede, che si è tenuto ad Hanoi lo scorso 19 dicembre.

“Le due Parti – sottolinea il comunicato - hanno discusso e raggiunto un accordo su questioni rilevanti per elevare, nel prossimo futuro, il livello delle relazioni tra il Vietnam e la Santa Sede, da un Rappresentante Pontificio non permanente a un Rappresentante Pontificio permanente e hanno condiviso la convinzione che tale passo aiuterà a far crescere e sviluppare ulteriormente i rapporti tra le due Parti”.

L’incontro del 19 dicembre è il settimo del gruppo di lavoro Vietnam – Santa Sede. Stabilito nel 2009, il gruppo si è incontrato alternativamente in Vietnam e Vaticano, per rinforzare le relazioni tra i due Paesi. L’ultimo incontro ha avuto luogo in Vaticano nel 2016.I cattolici in Vietnam sono 8 milioni su una popolazione di 82 milioni, e hanno subito varie persecuzioni. Il Vietnam è una repubblica socialista, e il Partito Comunista governa la nazione. I rapporti si sono allentati negli ultimi anni, e c’è anche un accordo tra Santa Sede e Vietnam per la nomina dei vescovi, che ha alleviato la situazione della popolazione cristiana nel Paese.

L’incontro è stato presieduto congiuntamente da Bui Thanh Son, Vice-Ministro Permanente degli Affari Esteri, Capo della Delegazione vietnamita, e da Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, Capo della Delegazione della Santa Sede.

Il comunicato sottolinea che “le due Parti hanno avuto un’ampia e completa condivisione circa i rapporti Vietnam – Santa Sede, includendo questioni riguardanti la Chiesa cattolica in Vietnam”, e hanno riconosciuto che le relazioni “hanno avuto recentemente degli sviluppi positivi, in modo particolare nel mantenere contatti e consultazioni regolari a tutti i livelli, inclusi incontri ad alto livello nonché scambi di vedute nel corso delle riunioni del Gruppo di lavoro congiunto tra il Vietnam e la Santa Sede”.

Il comunicato fa anche riferimento alle visite pastorali in Vietnam dell’arcivescovo Marek Zalewski, rappresentante Pontificio non residente.

Una primavera che portato Vietnam e Santa Sede a concordare che i rapporti “dovrebbero continuare ad essere mantenuti sulla base dei principi mutualmente condivisi e su un dialogo fecondo, allo scopo di far crescere la fiducia e di rafforzare le relazioni nell’interesse delle due Parti e della Comunità cattolica in Vietnam”.

Da qui, il passo successivo, quello verso un rappresentante permanente della Santa Sede in Vietnam.

Il comunicato sottolinea che le due parti “hanno ribadito i messaggi del Papa alla Comunità cattolica in Vietnam, sul ‘vivere il Vangelo nel cuore della Nazione’ ed ‘un buon cattolico è anche un buon cittadino’, quali principi importanti per la vita di detta Comunità”. È una chiave di lettura importante, perché il rischio è quello che il mondo cattolico venga percepito come un potere straniero, come avviene anche in Cina.

La Santa Sede ha anche “espresso il suo apprezzamento e la sua gratitudine alla Parte vietnamita per l’attenzione che le Autorità vietnamite hanno riservato alla Chiesa cattolica in Vietnam negli anni recenti”, e ha detto di seguire la vita della comunità cattolica e di incoraggiare la Chiesa in Vietnam “a contribuire al bene comune e alla prosperità del Vietnam”.

Da parte vietnamita, si è ribadito che il Partito e lo Stato stanno migliorando il quadro politico per rispettare e garantire la libertà di credo e religione del popolo. È, questo, un nodo cruciale, entrato più volte nei dialoghi.  La legge sulla libertà di religione è in discussione dal 2013, anno in cui è stata revisionata la Costituzione. La legge garantisce la libertà di credo e di religione a tutta la popolazione, e garantiva formalmente libertà di religione, anche se poi limitazioni erano state sperimentate dalla comunità cattolica sin dal 1976 da parte del regime che ha preso il potere invadendo il Sud e riunificando il Paese

Da parte vietnamita, si legge nel comunicato, si intende incoraggiare e agevolare la Comunità cattolica “nell’operare nel rispetto delle leggi vietnamite, e nel partecipare attivamente allo sviluppo e alla costruzione economica e sociale, nazionale”.

“Le due Parti – si legge nel comunicato - hanno pure discusso le questioni inerenti alla suddivisione delle Diocesi a alla nomina dei Vescovi in Vietnam”.

Il prossimo incontra sarà in Vaticano, e “la data dell’incontro verrà concordata attraverso i canali diplomatici”.

La delegazione ha fatto anche una visita di cortesia al Primo Ministro Nguyen Xuan Phuc e a Vu Chien Thang, presidente del comitato governativo per gli Affari religiosi. L’incontro con il primo ministro è avvenuto lo scorso 18 dicembre. Secondo fonti governative, il primo ministro ha parlato dei positivi scambi tra Santa Sede e Vietnam e ha affermato che “il governo vietnamita continuerà a promuovere la solidarietà nazionale” e che è concreto nel “rispettare e assicurare il diritto alla libertà di credo e di religione”. Il Primo Ministro ha anche sottolineato la politica del governo di incoraggiare e facilitare le operazioni religiose.

Da parte sua, monsignor Camilleri aveva fatto sapere che il Papa e la Santa Sede volevano sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali, e ha sottolineato la speciale attenzione del Papa per il Vietnam.

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