Settantacinque anni fa, la condanna al Beato Stepinac. Di cui si attende la canonizzazione

Finì in carcere e da allora cominciò una propaganda contro di lui che si trascina ancora oggi. La canonizzazione è ancora sospesa

La teca del Cardinale Stepinac nella cattedrale dell'Assunta a Zagabria
Foto: CC
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Se si dovesse trovare un vero spartiacque nella vita del Beato Aloijzije Stepinac, cardinale arcivescovo di Zagabria, quello è sicuramente il processo farsa in cui fu processato insieme all’ufficiale ustascia Erich Lisak sono stati processati insieme. Era l’11 ottobre 1946, 75 anni fa.

Fu a partire da quel processo che nacque non solo la popolarità del beato Stepinac (creato cardinale da Pio XII nel 1953, e portatore di un titolo cardinalizio svelato lo scorso anno), ma anche quella “leggenda nera” che ancora oggi viene brandita da quanti che si oppongono alla canonizzazione dell’arcivescovo di Zagabria.

Il Cardinale Stepinac era stato arrestato dalle autorità jugoslave il 18 settembre del 1946. Tra le accuse, quella di aver salutato i capi ustascia mentre l’esercito jugoslavo stava ancora combattendo contro le forze tedesche e italiane; di aver trasformato le celebrazioni in manifestazioni pro Ante Pavelic, il capo degli ustascia, e di aver celebrato la Messa ogni 10 aprile nell’anniversario della fondazione dello Stato indipendente di Croazia.

Era un arresto preannunciato alla Santa Sede, cui il governo comunista aveva scritto che “la Jugoslavia non può tollerare cittadini che hanno servito gli interessi degli altri”. Informato, il Cardinale Stepinac aveva deciso di rimanere nel suo Paese, e così affrontò l’arresto e il processo.

Un processo rapido, con una claque che invocava le condanne, che portò alla condanna del Cardinale a 16 anni di carcere e lavori forzati e cinque anni di perdita dei diritti civili. Non andò meglio a Lisak, condannato a morte per impiccagione.

Stepinac trascorse cinque anni in prigione a Lepoglava, e poi è stato agli arresti domiciliari a Krašić fino alla sua morte. Creato cardinale nel 1953 durante i domiciliari, morì prima che la condanna finisse. Giovanni Paolo II lo beatificò il 3 ottobre 1998.

Il procedimento giudiziario contro Stepinac è ​​stato completamente annullato dal tribunale della contea di Zagabria, presieduto da Ivan Tudurić , nel maggio 2016. Una revisione del verdetto è stata richiesta dal nipote dell'arcivescovo Boris Stepinac.

Sul lato ecclesiastico era invece praticamente pronta la canonizzazione, e c’era persino un miracolo riconosciuto. La Chiesa Ortodossa Serba ha però sollevato dubbi sull’operato del Cardinale durante la guerra, accusandolo di collaborazionismo con i nazisti. Papa Francesco, anche in virtù dei buoni rapporti che aveva con il Patriarca Irenej, ha messo su una commissione mista cattolico-ortodossa e fugare i dubbi di Belgrado sull’operato del Cardinale dopo la guerra. La commissione non ha cambiato le divergenze, il Papa sembra aver deciso di non procedere. Ma, con la morte del Patriarca Irenej e l’elezione come suo successore di Porfirije, considerato da molti un uomo di dialogo con la Chiesa cattolica, si pensava che alcune divergenze potessero essere appianate.

Stepinac fu arcivescovo di Zagabria del 1937 fino alla sua morte nel 1960. Fu creato Cardinale da Pio XII nel 1953, come segno del supporto papale quando era rinchiuso nella sua parrocchia di origine di Krasic. Stepinac ha sofferto del giogo autoritario della prima Yugoslavia Reale dominata dai serbi, del sanguinososo caos fascista dello Stato Indipendente di Croazia in tempo di guerra e poi della dominazione anti-cristiana del comunismo dopo. Il suo lavoro per salvare gli Ebrei e per salvare gli orfani serbi durante la Guerra erano ben conosciuti dai comunisti, i quali, tuttavia, nascosero l'informazione.

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