Sinodo per l' Amazzonia, la prima settimana senza novità di rilievo

I temi presentati alla stampa sono ricorrenti da decenni

Un delegato al Sinodo
Foto: Daniel Ibanez/ Aci Group
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Finisce la prima settimana di Sinodo e il tema dell’ Amazzonia per ora sembra ridotto alla questione della ordinazione di viri probati in alcune comunità dove scarseggiano i preti.

Un tema che si ripropone da circa 50 anni in America Latina e che spesso nasconde un altro tema poco affrontato, quello di una pastorale vocazionale ben strutturata che possa, all’interno delle comunità,  creare quel discernimento necessario per arrivare al sacerdozio e alla vita religiosa. 

Del resto in molti al sinodo hanno difeso il valore del celibato, dal cardinale Turkson al cardinale Sarah, ma anche e soprattuto dei vescovi delle regioni amazzoniche da Vital Corbellini, vesocovo de Marabá in Brasile a Rafael Alfonso Escudero López-Brea, vescovo de Moyobamba in Perú.

Altro tema è quello delle culture indigene da preservare, del Vangelo da inculturare e del rispetto di certe tradizioni. Anche in questo caso c’è da fare molta attenzione.

E’ stato messo in evidenza ad esempio un elemento preoccupante come la pratica che ancora sopravvive (rarissima per fortuna) dell’infanticidio. Non se ne è parlato nel Sinodo, ma sui media.

In alcune tribù il pericolo permane quando un bimbo è malato o in altre situazione. Una piaga che è stata sconfitta con ila evangelizzazione ovviamente, e con un netto distacco dalle “tradizioni”.

Del resto in Occidente la eugenetica e l’aborto non sono piaghe molto diverse. Insomma senza un vera evangelizzazione è ovvio che nessuna società può definirsi umana.

C’è poi la questione ambientale. E’ arrogante pensare che siano gli uomini a salvare o distruggere il pianeta. La verità è che nessuno usa più la parola “ Creato” e si preferiscono termini più “di moda”.

E pochi parlano di Dio come Creatore e di come il rispetto delle leggi di Dio porti anche alla difesa del Creato.

Ma siamo solo alla prima settimana. E davanti a suore e vescovi che usano termini come “ teologia interculturale” e “ peccato ecologico” c’è da aspettare e vedere che cosa di dottrinale ed evangelica uscirà dai lavori sinodali.

Seguiteci ogni giorno con il Diario del Sinodo.

 

 

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