Solo l'amore salva l'umanità. IV Domenica di Avvento

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

La visitazione di Maria ad Elisabetta
Foto: pubblico dominio
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Il nostro cammino di preparazione al Santo Natale è sostenuto dalla presenza di tre compagni di viaggio: Isaia, Giovanni Battista e Maria: il profeta, il precursore, la madre. La quarta domenica di Avvento è dominata dalla figura della Vergine Maria. Il  Vangelo ci racconta  l’incontro di Maria con la cugina Elisabetta. Entrambe fanno parte di un progetto che le supera e le trascende. Infatti, sebbene una sia vergine e l’altra sterile, attendono un figlio.

Elisabetta, grazie al dono dello Spirito Santo che riempie la sua vita, sa leggere ed interpretare il mistero che accade in Maria. In Lei si realizzano e giungono a compimento le promesse di salvezza di Dio al popolo ebraico. In Maria, poiché ha creduto alla parola dell’arcangelo Gabriele e si è consegnata senza riserve a Dio, è accaduto un miracolo: la creatura finita dà la vita a colui che è Infinito, il tempo genera l’eternità, la creatura mortale genera il Dio immortale. Maria, in altre parole, diventa la Madre di Dio. La grandezza, l’onnipotenza e la forza di Dio sono proclamate da tutte le religioni, ma l’annuncio che Dio si è fatto piccolo e debole per venire a stare tra noi è solo del cristianesimo. Con l’Incarnazione il Signore dell’universo si presenta a noi disarmato e privo di ogni segno di potenza per dirci che l’unica vera potenza in grado di salvare l’umanità è quella dell’amore.

Se la maternità appartiene solo alla Vergine Maria, tuttavia, nel suo atteggiamento di credente possiamo trovare posto anche noi. Scrive san Bernardo di Chiaravalle: “Maria è la via regale per la quale è venuto a noi il Salvatore. Dobbiamo cercare di andare verso il nostro Salvatore per la stessa via per la quale egli è venuto verso di noi” ( san Bernardo da Chiaravalle ). E la via è quella della fede e dell’obbedienza a Dio: Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano (Lc 11.28). Anche per noi, come per Maria, ciò che veramente conta è riconoscere e accogliere nella nostra vita il mistero della Persona di Cristo per adorarlo, appartenergli e gustare la gioia della Sua presenza.

Tutto questo diventa realtà per noi nell’Eucaristia dove riceviamo il “vero corpo nato da Maria vergine”. Gesù non solo si fa nostro prossimo, ma anche nostro cibo. Uniti a Lui è possibile sempre un nuovo inizio, fare l’ esperienza dell’amore che perdona e risana, riscoprire l’orizzonte della speranza, ritrovare una fecondità che sembrava perduta. il Figlio di Dio e di Maria è colui che è venuto, che viene ora qui a noi e che verrà in un futuro indeterminato. Lui Riempie il tempo!

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