Ucraina, Papa Francesco: "Non ci si arrenda alla violenza e si imbocchi la via della pace"

Al Regina Coeli Papa Francesco torna a invocare la pace in Ucraina, poi il ricordo degli operai morti sul lavoro e dei giornalisti uccisi per informare

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Come ai discepoli, “può succedere anche a noi, per stanchezza, delusione, magari per pigrizia, di scordarci del Signore e di trascurare le grandi scelte che abbiamo fatto, per accontentarci di qualcos’altro”. Lo ha detto il Papa, stamane, introducendo la preghiera del Regina Coeli.

“Così facendo – ha spiegato Francesco - ci si ritrova delusi: con le reti vuote, come Pietro. E Gesù torna ancora sulla riva del lago. Non fa rimproveri, tocca sempre il cuore, ma chiama i discepoli con tenerezza. Li invita, come un tempo, a gettare di nuovo le reti, con coraggio. E ancora una volta le reti si riempiono all’inverosimile. Quando nella vita abbiamo le reti vuote, non è tempo di piangerci addosso, di svagarci, di tornare a vecchi passatempi. È tempo di ripartire con Gesù, di ritrovare il coraggio di ricominciare, di riprendere il largo con Gesù. Sempre.”.

“Pietro – ha proseguito Papa Francesco - aveva bisogno di quella scossa. Si tuffa in acqua e nuota verso Gesù. È un gesto di amore, perché l’amore va oltre l’utile, il conveniente e il dovuto; l’amore genera stupore, ispira slanci creativi, gratuiti. Oggi siamo invitati a uno slancio nuovo, a tuffarci nel bene senza la paura di perdere qualcosa, senza calcolare troppo, senza aspettare che comincino gli altri. Perché per andare incontro a Gesù bisogna sbilanciarsi, con coraggio, rischiare”.

“La Madonna, che ha detto prontamente sì al Signore – ha concluso - ci aiuti a ritrovare lo slancio del bene”.

Dopo la recita del Regina Coeli, il Papa ha ricordato la beatificazione avvenuta ieri a Milano di Don Mario Ciceri e Armida Barelli.

“Oggi – ha detto ancora Francesco - inizia il mese dedicato alla Madre di Dio, invito a pregare il rosario per la pace. Penso a Mariupol, barbaramente bombardata e distrutta, rinnovo la richiesta di corridoi umanitari sicuri. Soffro e piango pensando alle sofferenze della popolazione ucraina, giungono notizie di bambini deportati e mi chiedo se si stia veramente cercando la pace. Non ci si arrenda alla logica della violenza e si imbocchi la via della pace e del dialogo”.

“Oggi – ha aggiunto – è la festa del Lavoro, sia stimolo a rinnovare l’impegno perché il lavoro sia dignitoso e dal mondo lavoro venga la volontà di far crescere una economia di pace. Ricordo gli operai morti al lavoro, una tragedia troppo diffusa”.

Infine il riferimento alla prossima giornata dedicata alla libertà di stampa. “Rendo omaggio – ha concluso Papa Francesco - ai giornalisti che pagano di persona per servire questo diritto. Un grazie speciale a quanti con coraggio ci informano sulle piaghe dell’umanità”.

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