Venti anni di ecumenismo in Europa, con tante sfide ancora aperte

Un messaggio per l'anniversario della Charta Œcumenica

La firma della Charta Œcumenica nel 2001
Foto: www.ack-bayern.de
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Un impegno che continua anche dopo vent’anni.Proprio venti anni fa le Chiese cristiane in Europa sottoscrivevano la Charta Œcumenica, un documento contenente le “Linee guida per la crescita della collaborazione” tra di loro, frutto di un paziente e sapiente lavoro avviato con la prima Assemblea Ecumenica Europea, svoltasi a Basilea nel 1989. 

Lo ricorda un breve documento congiunto firmato dal Metropolita Polykarpos, Arcivescovo d’Italia ed Esarca per l’Europa Meridionale, dal Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, e dal Pastore Luca Maria Negro, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Oggi le sfide sono molto diverse: “la crisi economica, i cambiamenti climatici, i flussi migratori e, da ultimo, la pandemia che affliggono il mondo intero e colpiscono l’Europa al cuore dei suoi valori e principi di convivenza civile e di solidarietà umana” si legge nel testo. 

Certo “molti degli impegni presi insieme dalle Chiese cristiane nel 2001 restano ancora da attuare, ma un preciso solco di sequela del Signore Gesù è tracciato. In tante regioni e città sono sorti in questi vent’anni Consigli di Chiese cristiane che hanno posto la Charta Œcumenica tra i fondamenti costitutivi”. 

L’impegno è che “una collaborazione fraterna secondo quelle Linee guida, che diventi sempre più una testimonianza comune affinché i discepoli del Signore “siano una cosa sola e il mondo creda” (Gv 17,21)”. 

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