Verso la giornata vaticana per il Libano. Chi parteciperà e come

Dopo l’annuncio di Papa Francesco, cominciano i preparativi per un incontro che, dice il nunzio Joseph Spiteri, sarà un incontro nello spirito di Bari

Papa Francesco con la bandiera del Libano al termine di una udienza generale
Foto: Vatican Media
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Sarà un incontro nello spirito dell’incontro di Bari del 2018 su “Mediterraneo Frontiera di Pace”, quello che Papa Francesco si appresta a fare con i leader religiosi del Libano il prossimo 1 luglio. Più vicino, in questo senso, al ritiro di preghiera che ha avuto con i leader del Sud Sudan (ma lì erano inclusi soprattutto politici) più che all’incontro interdicasteriale con il Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina del luglio 2019. È un incontro, piuttosto, che punta a creare un fronte comune, una comunione dei cristiani in una situazione difficile, come quella libanese. Per preparare – ed è quello che Papa Francesco vorrebbe – un viaggio del Papa a Beirut entro l’anno.

Sono già quattro i patriarchi libanesi che hanno confermato la loro presenza in San Pietro: il cardinale Bechara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei Maroniti, le cui potenti denunce stanno scuotendo la società libanese; il Patriarca Ignazio Giuseppe III Younan di Antiochia dei Siri; il Patriarca Mor Ignatios Afram II Karim, patriarca della Chiesa Ortodossa Siriaca di Antiochia e di tutto l’Oriente; e Aram I, Catholicos di Cilicia della Chiesa apostolica armena.

Non ci saranno leader politici, ma solo leader della presenza cristiana nel Paese. Per questo, si tratterà di un incontro simile a quello di Bari del 2018, dove la preghiera fu estesa a tutto il Medio Oriente. Papa Francesco, ora, restringe il campo, va nei particolari, guarda alla situazione de Libano con interesse, e non è escluso che faccia lo stesso per altre situazioni regionali che gli stanno a cuore, come la Siria.

È stato l’arcivescovo Joseph Spiteri, nunzio apostolico in Libano, a sottolineare che la riunione “si terrà nello spirito dell’incontro di Bari del 2018”, che aveva come tema “Mediterraneo, frontiera di pace”.

L’arcivescovo Spiteri ha specificato che “tutti i capi delle Chiese cattoliche, ortodosse e protestanti del Libano sono invitati”, e che ci sarà “un incontro di preghiera presieduto dal Papa nella Basilica di San Pietro nel pomeriggio”, che sarà “aperto a quanti desiderano parteciparvi”, e che si terrà “alla presenza dei capi delle Chiese del Libano, del Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali e del presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, insieme a diplomatici e funzionari che rappresentano il Libano presso la Santa Sede”.

Papa Francesco ha parlato più volte del Libano: l’8 febbraio, nell’incontro di inizio anno con i diplomatici accreditati presso la Santa Sede; in una lettera inviata al presidente Aoun in cui si sottolineava che “il Libano non può perdere la propria identità, né l’esperienza di convivenza fraterna che ne ha fatto un messaggio per il mondo intero”.

Nella crisi politica in atto, il Cardinale Rai ha anche chiesto una conferenza internazionale per il Libano sotto l’egida dell’ONU e ne ha promosso la neutralità attiva.

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