Si è chiuso ieri “Mediterraneo Frontiera di Pace”, l’evento promosso dalla CEI che ha visto decine di Vescovi e di Sindaci dell’area mediterranea confrontarsi e unirsi, mettendo nero su bianco la Carta di Firenze. Tra i partecipanti anche il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Con il porporato abbiamo parlato degli obiettivi di Firenze ma anche della guerra che sta insanguinando l’Ucraina.
E’ la celebrazione della Messa nella Basilica di Santa Croce a Firenze l’ultimo atto dell’incontro dei Vescovi e Sindaci del Mediterraneo. A presiederla doveva essere il Papa ma un problema fisico - come è noto - glielo ha impedito. Alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella la Messa è presieduta dal Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
"Crediamo che come dopo la morte arriva il giorno, dopo la morte la Resurrezione, anche dopo questa terribile guerra ci sarà la vittoria dell’Ucraina”. Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, padre e capo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, invia un videomessaggio dopo la terribile notte di bombardamenti di Kiev. Con il volto provato, ma sereno, Shevchuk incoraggia i suoi connazionali in guerra, annuncia che i sacerdoti andranno a celebrare nelle cantine, nei rifugi anti-aerei ovunque, e chiede ai fedeli di andare a confessarsi e alla Divina Liturgia.
“Quello che abbiamo vissuto – e che ancora stiamo vivendo – è stato un grande momento storico. Questo è un punto decisivo, che voglio sottolineare con forza. Dobbiamo assumere la consapevolezza che questi giorni stupendi, in cui ci siamo potuti confrontare e ascoltare, hanno rappresentato qualcosa di nuovo e di profondamente diverso rispetto al passato”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, concludendo l’incontro dei Vescovi e Sindaci del Mediterraneo a Firenze.
I Vescovi e i Sindaci dell’area mediterranea riuniti a Firenze per “Mediterraneo Frontiera di Pace” hanno firmato oggi la Carta di Firenze, una dichiarazione comune che - ispirata al pensiero di Giorgio La Pira - sottolinea l’importanza del Mediterraneo come crocevia “cruciale per la pace e lo sviluppo delle nazioni attraverso la cooperazione tra le sue città e le sue comunità religiose”.
“Oggi è sabato, 26 febbraio, e sopra la città di Kyiv sorge il sole. Sorge sopra la Kyiv ucraina, Kyiv che vince. Sopra la città di Kyiv che ha passato un’alta notte, difficile ma benedetta da Dio. In questo momento mi permetto di rivolgere a tutti voi la mia parola di saluto, di benedizione, di ringraziamento”.
La guerra in Ucraina non è iniziata ora. L'aggressione militare russa contro questo paese è in corso dal 2014, dall'occupazione della Crimea e dall'inizio dell'invasione del Donbass. Il conflitto colpisce non solo l'Europa orientale, ma riguarda anche praticamente tutti gli abitanti dell'Occidente ampiamente inteso. "Anche per noi la difesa della libertà avrà un costo", ha affermato direttamente il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Appello per la pace in Ucraina dai Vescovi del Mediterraneo, riuniti a Firenze per l’incontro “Mediterraneo frontiera di pace”.
E’ la preoccupazione di un fratello quella che il presidente dei vescovi polacchi esprime nella sua lettera al presidente dei vescovo tedeschi. Una Lettera fraterna circa il "cammino sinodale" della Chiesa cattolica in Germania
“Continuando la nostra preghiera per la pace, faccio appello ai miei compatrioti affinché abbiano un cuore aperto e ospitale per i rifugiati dall’Ucraina che vorranno venire in Polonia a trovare rifugio dalla guerra” Lo scrive l’Arcivescovo Stanisław Gądecki, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca nell’Appello per i rifugiati dell’Ucraina.
Una telefonata per testimoniare, ancora una volta, l’attenzione per la Santa Sede nei confronti dell’Ucraina e per esprimere solidarietà alla popolazione del Paese. Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha telefonato personalmente all’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, per esprimere “solidarietà alla popolazione del Paese in questo difficile momento di escalation del conflitto intorno all’Ucraina”.
Giovedì 10 febbraio, la proposta di legge per allungare il termine dell’aborto da 12 a 14 settimane è stata infine adottata dall’Assemblea Nazionale – la camera bassa del Parlamento francese. Un mese prima, il movimento della Marcia della Vita aveva manifestato contro l’adozione della legge, e lanciato dieci proposte in difesa della vita a tutti i candidati alle presidenziali.
“Nelle ultime settimane i media hanno riportato un grave rischio di conflitto armato in Ucraina. Ogni guerra è una tragedia dell’umanità. Alla drammaticità della guerra tra Russia e Ucraina si aggiungerebbe il fatto che entrambi sono due popoli cristiani e slavi. Condizione indispensabile però è il rispetto del diritto dei popoli, compreso il diritto all’autodeterminazione e all’integrità territoriale”. Lo scrivono i Vescovi polacchi in una dichiarazione firmata dal Presidente della Conferenza Episcopale Stanisław Gądecki e inviata ai Vescovi Ortodossi e Cattolici della Russia e dell’Ucraina.
In Ucraina non c’è una guerra religiosa. Anzi, le confessioni religiose si stanno impegnando per mantenere la pace religiosa, fanno iniziative insieme, e questo nonostante l’Ucraina sia al centro non solo di un conflitto militare, ma anche di uno scontro ecumenico da quando il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli ha concesso l’autocefalia alla Chiesa Ortodossa Ucraina, creando così una Chiesa nazionale ortodossa sganciata dal Patriarcato di Mosca. Ma questo non cambia il lavoro sul territorio, spiega l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa Greco Cattolica Ucraina.
Prima o poi doveva accadere. Al “Cammino sinodale” della Chiesa cattolica in Germania, dove tutto sembrava prestabilito, qualcuno ha iniziato a muovere acqua e foglie e a coinvolgere anche il resto del mondo cattolico.
Le riforme nella Chiesa cattolica richiedono "una base stabile", e ha avvertito che se verranno approvate diaconesse e viri probati, l'ordinazione sacerdotale di uomini sposati maturi, " il pericolo di scisma sarebbe grande”.
Dopo 31 anni, cambia la guida dell’arcidiocesi di Sarajevo. Il Cardinale Vinko Puljic, l’arcivescovo che non aveva mai abbandonato la città nemmeno sotto le bombe della guerra, va in pensione, chiudendo di fatto un’era. Successione morbida, annunciata da tempo: sarà Tomo Vukšić a prendere il suo posto, come era già predisposto da più di un anno, da quando era stato nominato vescovo coadiutore della diocesi.
Il 28 gennaio 1997 moriva il Cardinale Mikel Koliqi, vero e proprio martire della dittatura comunista albanese.
Una giornata di preghiera che “rischiara il buio e porta la speranza della pace a livello universale”. Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, è grato al Papa per aver proclamato questa giornata straordinaria di preghiera per la pace in Ucraina. Sottolinea che, se scoppiasse un conflitto in Ucraina, sarebbe una minaccia per tutti, non solo per gli ucraini. Mette in luce la tensione della popolazione. Rimarca l’importanza di portare avanti un dialogo ecumenico.
La situazione attuale è una grande minaccia per i Paesi dell’Europa centro-orientale e per tutto il continente europeo, che può distruggere l'eredità di molte generazioni che hanno costruito un ordine pacifico e l'unità in Europa – hanno sottolineato i Vescovi Polacchi e Ucraini in un Appello alla ricerca del dialogo e dell’accordo al fine di evitare il pericolo di azioni di guerra.